Seduta n. 357 della Camera dei Deputati, 01/10/2024.
Argomenti: salario minimo, Mozarc Medical Mirandola, legge collegato lavoro, dialisi.
Seduta ricca di discussioni sulla legge del lavoro: al centro il salario minimo di 9 euro lordi all'ora, con opposizioni a favore e maggioranza contraria. Approvati quasi tutti gli articoli della legge. Nel mattino, il Governo ha risposto su crisi della Mozarc Medical di Mirandola con 350 posti a rischio e difficoltà del terzo settore.
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La giornata si è divisa in due. Al mattino il Governo ha risposto a domande dei deputati su temi concreti: le difficoltà burocratiche degli enti del Terzo settore (associazioni e volontariato), le telefonate commerciali indesiderate, gli incentivi per i motori elettrici delle barche e soprattutto la crisi della Mozarc Medical (ex Bellco) di Mirandola, in provincia di Modena, una fabbrica di macchine per la dialisi dove sono a rischio circa 350 posti di lavoro. Al pomeriggio l'Aula ha ripreso l'esame di una legge sul lavoro (chiamata «collegato lavoro», la proposta DDL 1532-bis). Il tema più acceso è stato il salario minimo: l'idea di fissare per legge una paga minima di 9 euro lordi all'ora, sotto la quale sarebbe vietato pagare un lavoratore.
Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra), insieme ad Azione e +Europa, hanno proposto di introdurre il salario minimo. La maggioranza di centrodestra ha votato contro e le proposte sono state bocciate (la prima con 111 voti a favore e 148 contrari). Italia Viva si è astenuta, cioè non ha votato né sì né no. Durante la seduta i deputati hanno votato uno per uno gli articoli della legge sul lavoro, dal numero 2 al numero 33: la maggioranza li ha approvati quasi tutti, mentre ha respinto le modifiche proposte dalle opposizioni. In totale ci sono state 74 votazioni. Attenzione: il voto finale sull'intera legge non c'è stato. L'esame è stato interrotto e rinviato alla settimana successiva, quindi la legge non è ancora diventata definitiva.
La discussione sul salario minimo è stata lunga e molto dura sul piano dei toni. Le opposizioni hanno citato l'articolo 36 della Costituzione, secondo cui la paga deve garantire una vita dignitosa, e hanno ricordato che in molti Paesi europei il salario minimo esiste già. La maggioranza ha sostenuto invece che una paga minima troppo alta rischia di far aumentare il lavoro nero. Diversi deputati hanno poi chiesto che alcuni ministri venissero subito in Aula a riferire su fatti gravi di attualità: l'inizio dell'invasione di terra israeliana in Libano (dove l'Italia ha oltre mille militari nella missione di pace dell'ONU) e le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tifo calcistico, finite sui giornali in quei giorni.
A fine seduta alcuni deputati hanno segnalato altri problemi del territorio: l'annunciata chiusura di un punto vendita Metro a Pozzuoli, con 65 posti di lavoro a rischio; gli incidenti stradali mortali e la richiesta di abbassare i limiti di velocità in città a 30 km/h; e il cosiddetto «payback sanitario», una regola che obbliga le aziende fornitrici del Servizio sanitario a restituire parte della spesa pubblica in eccesso, e che secondo chi è intervenuto rischia di mandare in crisi molte imprese del settore.
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