Senato, seduta n. 340 del 11 settembre 2025: crisi Ucraina Gaza, vendita armi Israele

Seduta n. 340 del Senato della Repubblica, 11/09/2025.

Argomenti: crisi Ucraina Gaza, vendita armi Israele, crisi settore auto, trattati internazionali, carceri libiche.

Il Senato ha discusso delle crisi in Ucraina e Gaza presentate dal ministro Tajani, con scontri fra maggioranza e opposizioni su armi a Israele e posizione verso Putin. Approvati otto trattati internazionali, fra cui accordi con Libia e India che hanno sollevato polemiche, e affrontati problemi come la crisi dell'auto, i licenziamenti Yoox e le università.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta dell'11 settembre 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è andato in Senato per spiegare due crisi gravi e in pratica simultanee: in Ucraina, dove dei droni russi hanno attraversato il confine e sono stati intercettati sopra il territorio della Polonia (per la prima volta un Paese della NATO è stato colpito direttamente), e a Gaza, dove l'esercito israeliano sta proseguendo l'assedio, ha bombardato anche il Qatar (un Paese non in guerra che però sta provando a mediare) e dove la situazione umanitaria è sempre più drammatica. Tajani ha anche parlato dei dazi americani sulle merci europee. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e centristi) ha sostenuto la linea del Governo. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra-Verdi) hanno chiesto cose più nette: riconoscere subito la Palestina come Stato, smettere di vendere armi a Israele, schierarsi senza esitazioni a difesa dell'Ucraina. Carlo Calenda di Azione è arrivato a chiedere che la Lega esca dal Governo, accusando i suoi leader di essere troppo ammorbiditi verso Putin. Il pomeriggio è stato dedicato al question time, una specie di interrogazione in diretta TV in cui i senatori chiedono conto ai ministri di problemi concreti del Paese: autovelox, crisi delle aziende, settore auto, università.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato otto leggi di ratifica, cioè otto trattati internazionali a cui ora l'Italia aderisce ufficialmente. Sei sono passati senza problemi e quattro all'unanimità: l'accordo sulla cooperazione di polizia con l'Uzbekistan (DDL S.1446), il protocollo internazionale del 2014 contro i comportamenti pericolosi a bordo degli aerei (DDL S.1448), l'accordo con la Santa Sede sui cappellani militari (DDL S.1477), un patto a tre fra Italia, Germania e Svizzera per garantirsi vicendevolmente il gas in caso di crisi energetica (DDL S.1503), un aggiornamento delle regole fiscali per chi vive in Italia e va a lavorare in Svizzera ogni giorno (i lavoratori frontalieri, DDL S.1520) e un accordo culturale con il Costa Rica (DDL S.684-B). Due trattati invece sono passati con polemiche: l'accordo con la Libia che permette ai detenuti dei due Paesi di scontare la pena nel Paese di origine (DDL S.1447), votato contro da PD, M5S, AVS e Italia Viva (che hanno ricordato le condizioni inumane delle carceri libiche e il caso del generale Almasri rimandato in Libia dal Governo italiano lo scorso anno), e un accordo con l'India sulla cooperazione militare (DDL S.1528), votato contro dai Cinque Stelle.

Momenti notevoli

Lo scontro più duro è avvenuto durante il discorso della senatrice Alessandra Maiorino dei Cinque Stelle, che ha definito Tajani un «influencer prezzolato» del Governo israeliano, accusandolo di non dire la verità all'aula sulle armi che l'Italia continua a vendere a Israele. La presidente di turno Licia Ronzulli (Forza Italia) l'ha richiamata pubblicamente, ricordando che «prezzolato» significa pagato di nascosto e suggerendo che il ministro potesse anche fare causa per le parole usate. Una collega della Lega ha aggiunto un altro tassello polemico: il termine «influencer» è stato usato proprio il giorno dopo l'omicidio di Charlie Kirk, un commentatore conservatore americano vicino a Trump ucciso il 10 settembre. Il secondo grande scontro è avvenuto al question time: il senatore Matteo Renzi (Italia Viva) ha sostenuto che il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva dato cifre false sull'economia, gli ha contestato di non essere andato alla camera ardente di Giorgio Armani, lo ha apostrofato come «bugiardo» e poi è uscito dall'aula. Urso ha replicato accusando Renzi di scappare dal confronto.

Altri temi toccati durante la giornata

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato che entro ottobre tutti i Comuni dovranno registrare i loro autovelox in una piattaforma nazionale; quelli non registrati non potranno più essere usati per fare multe. Salvini ha anche citato 91 morti in meno sulle strade rispetto all'anno scorso, attribuendo il merito al nuovo codice della strada. La ministra dell'Università Anna Maria Bernini ha ricordato che 880 milioni di euro vanno ogni anno alle borse di studio universitarie e che i posti a Medicina sono saliti da 14.000 a oltre 24.000. Il senatore del PD Francesco Boccia ha chiesto un impegno bipartisan per il rimpatrio di Alberto Trentini, un cittadino italiano detenuto da quasi 300 giorni in Venezuela. Sul fronte aziendale è stata sollevata la crisi di Yoox (211 licenziamenti, alcuni comunicati per videochiamata) e quella, più ampia, del settore auto: a Mirafiori, Pomigliano, Cassino, Melfi e Termoli la produzione è crollata e oltre 7.800 lavoratori di Stellantis sono in cassa integrazione o con orari ridotti. Una senatrice di Fratelli d'Italia ha attaccato la giunta sarda guidata da Alessandra Todde (Cinque Stelle), accusandola di bloccare l'ampliamento di una fabbrica di munizioni Rheinmetall nel Sulcis-Iglesiente, una delle zone più povere d'Italia.

Seduta precedente: n. 339 del 10/09/2025 · Seduta successiva: n. 341 del 16/09/2025

Tutte le sedute di Camera e Senato.