Seduta n. 216 del Senato della Repubblica, 06/08/2024.
Argomenti: materie prime critiche, miniere, bilancio pubblico, PNRR, riciclo.
Il Senato ha approvato la legge sulle materie prime critiche per riaprire le miniere italiane e semplificare l'estrazione di minerali rari. Ha approvato anche il rendiconto 2023 e l'assestamento del bilancio 2024, mentre le opposizioni hanno criticato l'esclusione delle Regioni e i deficit nelle tutele ambientali.
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Il Senato si è occupato soprattutto di tre cose. La prima è una nuova legge del Governo di centrodestra sulle "materie prime critiche" (DDL 1207), cioè i minerali rari come litio, cobalto e terre rare che servono per batterie, auto elettriche, telefoni, tecnologie militari e digitali. L'Italia e l'Europa li importano quasi tutti dall'estero, in particolare dalla Cina, e la legge punta a riaprire le miniere chiuse da decenni e a semplificare le autorizzazioni per estrarli e riciclarli. Gli altri due temi erano due documenti contabili: il "rendiconto" 2023 (DDL 1200), cioè il bilancio consuntivo che dice come lo Stato ha speso davvero i soldi l'anno scorso, e l'"assestamento" 2024 (DDL 1201), un aggiustamento dei conti dello Stato a metà anno.
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge sulle materie prime critiche (DDL 1207): tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni sono state respinte. Ha approvato anche il rendiconto 2023 (DDL 1200) e l'assestamento del bilancio 2024 (DDL 1201). La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore di tutto, sostenendo che i conti dello Stato sono in ordine e che l'occupazione è cresciuta. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e l'Alleanza Verdi e Sinistra) hanno votato contro: criticano il fatto che la legge sulle miniere escluda le Regioni dalle decisioni sui loro territori, che trascuri il riciclo dei rifiuti elettronici e le tutele ambientali, e che sia stata fatta in fretta con un decreto invece che con un esame parlamentare più lungo.
Nel dibattito sono tornati spesso due numeri: il debito pubblico, sceso al 137% del PIL (il PIL è tutto quello che il Paese produce in un anno: lo Stato è indebitato per più di tutto ciò che produciamo in dodici mesi), e i ritardi nella spesa dei fondi europei del PNRR, il grande piano di investimenti finanziato da Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea. Le opposizioni hanno accusato il Governo di averne speso solo circa la metà a meno di due anni dalla scadenza, e di aver tagliato risorse su sanità, prevenzione dei tumori, lotta alla povertà e Sud. La maggioranza ha replicato che i conti migliorano e che l'occupazione è ai massimi storici. Nel pomeriggio l'Aula si è fermata per ricordare i 136 italiani morti nel 1956 nel disastro minerario di Marcinelle, in Belgio, con un minuto di silenzio.
A fine seduta alcuni senatori hanno parlato di argomenti non in programma. Un senatore del Partito Democratico ha ricordato la storia di un soldato britannico prigioniero in Italia durante la Seconda guerra mondiale, poi unitosi ai partigiani. Una senatrice dei Cinque Stelle ha denunciato gli effetti di un altro provvedimento del Governo sul cinema e l'audiovisivo, che a suo dire penalizza le piccole imprese del settore a vantaggio delle grandi società. Un senatore di Fratelli d'Italia ha espresso solidarietà a un magistrato di Prato che ha ricevuto minacce di morte.
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