Seduta n. 333 della Camera dei Deputati, 25/07/2024.
Argomenti: bilancio interno Camera, CD-Servizi, stabilizzazione precari, ZES unica.
La Camera ha approvato il bilancio 2024 e il rendiconto 2023, con discussione centrale sulla nuova società CD-Servizi per la gestione interna di servizi e stabilizzazione di 350 lavoratori precari. Dibattiti anche su sanzioni disciplinari e zone di sviluppo nel Mezzogiorno.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
La giornata è servita ad approvare i conti interni della Camera dei deputati: il bilancio dell'anno passato (il 2023) e quello dell'anno in corso (il 2024). In pratica, l'Aula decide come spende i soldi che lo Stato le assegna per funzionare, circa 943 milioni di euro l'anno. Il tema più discusso è stato la nuova società della Camera, chiamata CD-Servizi, creata per gestire "in casa" servizi che prima erano affidati a ditte esterne tramite gare d'appalto: pulizie, mensa, facchinaggio e segreteria. L'obiettivo dichiarato è stabilizzare circa 350 lavoratori, finora con contratti precari e stipendi molto bassi (in alcuni casi 400 euro), e dargli un contratto fisso con paghe più alte.
La Camera ha approvato sia il rendiconto del 2023 sia il bilancio del 2024, con il voto favorevole di quasi tutti i gruppi, sia di maggioranza sia di opposizione. Sono stati approvati anche decine di "ordini del giorno", cioè impegni che l'Aula chiede agli organi interni di valutare (per esempio uno sportello contro la violenza di genere, l'uso dell'intelligenza artificiale per aiutare il lavoro dei deputati e una nuova sala stampa). L'unico impegno bocciato è stato quello presentato dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico che chiedeva di cancellare la nuova società CD-Servizi: respinto due volte (la prima votazione era stata annullata per un guasto ai pulsanti elettronici). La maggioranza di centrodestra ha difeso la società come uno strumento per dare dignità ai lavoratori; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra e +Europa) hanno detto che la decisione è stata presa di fretta e che esistevano strade migliori, come assumere direttamente quelle persone.
Lo scontro più duro è stato sulle sanzioni interne ai deputati. Il Movimento 5 Stelle ha protestato perché, a suo dire, chi ha usato violenza in Aula il 12 giugno scorso ha ricevuto la stessa punizione di chi aveva semplicemente spostato un mobile. Il presidente di turno ha più volte fermato gli interventi, ricordando che il regolamento vieta di rimettere in discussione sanzioni già decise, e ci sono state proteste dai banchi di Fratelli d'Italia e della Lega. È tornato anche il tema dei vitalizi (le vecchie pensioni d'oro dei parlamentari): Noi Moderati ha rivendicato la loro abolizione nel 2011, il Movimento 5 Stelle quella della scorsa legislatura. Durante una votazione un guasto al sistema elettronico ha impedito a cinque deputati di votare, costringendo a ripetere la votazione.
Dopo i voti sul bilancio, il ministro per il Sud e i fondi europei Raffaele Fitto è venuto in Aula, su richiesta delle opposizioni, per spiegare cosa è successo con lo sconto fiscale per chi investe al Sud (la cosiddetta "ZES unica", una zona speciale che copre tutto il Mezzogiorno). Lo Stato aveva messo 1,8 miliardi, ma sono arrivate richieste per 9,4 miliardi: di conseguenza ogni impresa riceverà solo una piccola parte di quanto chiesto (intorno al 16-17 per cento). Fitto ha parlato di grande successo della misura; le opposizioni hanno parlato di promessa tradita e di incertezza per le imprese del Sud, criticando il ministro per aver scaricato la colpa sull'Agenzia delle entrate. A fine seduta alcuni deputati hanno sollevato altri temi: le elezioni in Venezuela, la guerra a Gaza e l'incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente israeliano, e la chiusura estiva del reparto per i disturbi alimentari del Policlinico Umberto I di Roma.
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