Seduta n. 214 del Senato della Repubblica, 01/08/2024.
Argomenti: sovraffollamento carceri, suicidi in carcere, polizia penitenziaria, decreto d'urgenza.
Il Senato ha approvato definitivamente il decreto-legge sulla riforma carceraria con voto di fiducia della maggioranza di centrodestra. Il provvedimento prevede l'assunzione di mille agenti di polizia penitenziaria, la nomina di un commissario per le infrastrutture carcerarie, più telefonate ai detenuti e misure per anticipare l'uscita di chi ha buona condotta. Le opposizioni hanno votato contro, criticando l'uso del decreto d'urgenza su un tema così delicato e il rifiuto degli emendamenti in commissione.
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Il Senato ha discusso e poi trasformato in legge un decreto del Governo sulle carceri, voluto soprattutto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio (DDL 1183, conversione del decreto-legge n. 92 del 2024). Un decreto è una norma che il Governo scrive da solo e che entra subito in vigore, ma che il Parlamento deve confermare entro due mesi, altrimenti decade. Il provvedimento prevede l'assunzione di mille nuovi agenti di polizia penitenziaria, la nomina di un commissario per costruire e ristrutturare le carceri, l'aumento delle telefonate concesse ai detenuti (da quattro a sei al mese) e regole nuove per anticipare un po' l'uscita di chi tiene una buona condotta. Sullo sfondo c'è un dato drammatico richiamato da quasi tutti gli oratori: i numerosi suicidi avvenuti nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno e il forte sovraffollamento.
Il Senato ha approvato definitivamente il decreto, che quindi diventa legge. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) lo ha sostenuto con un voto di fiducia: 104 voti a favore, 73 contrari e 1 astenuto. Il voto di fiducia significa che il Governo ha chiesto di approvare il testo così com'era, senza poterlo più modificare. Prima del voto finale, le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) avevano chiesto di bloccare del tutto la discussione, sostenendo che un tema così delicato non andava affrontato con un decreto d'urgenza; questa richiesta (la questione pregiudiziale QP1, prima firma del senatore Francesco Boccia del PD) è stata respinta. Tutte le opposizioni hanno poi votato contro il decreto.
Il clima in aula è stato molto teso. Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di aver detto "no" a tutti i circa 235 emendamenti che proponevano e di aver per questo abbandonato i lavori in commissione. La maggioranza ha replicato che le carceri sono in difficoltà da molti anni e che la colpa non è solo di chi governa oggi. La senatrice Ilaria Cucchi (Sinistra) ha letto a uno a uno i nomi delle persone, detenuti e agenti, morte suicide in carcere nel 2024. La relatrice del decreto, la senatrice Giulia Bongiorno (Lega), ha difeso la fretta dei lavori dicendo che per un detenuto ogni giornata è interminabile.
L'aula ha ricordato con un minuto di raccoglimento due ex senatori da poco scomparsi, il giurista Nicolò Lipari e Salvatore Sciascia. Alla fine della seduta la senatrice Sandra Zampa (PD) ha ricordato il 44° anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in cui morirono 85 persone e ne rimasero ferite circa 200, chiedendo al Governo di riconoscerne in modo chiaro la matrice neofascista accertata dalle sentenze.
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