Seduta n. 320 della Camera dei Deputati, 08/07/2024.
Argomenti: riforma scolastica 4+2, istituti tecnici e professionali, ordinamento tributario, raccordo scuola-lavoro.
La Camera ha discusso la riforma scolastica 4+2 che riduce i licei a quattro anni e aggiunge due anni negli istituti tecnologici, e una proroga sulla riforma fiscale al 2025. Nessuna votazione finale, solo dibattiti preliminari con contrasti tra maggioranza e opposizioni.
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La Camera ha dedicato questa giornata soprattutto a due dibattiti preliminari, senza arrivare a nessun voto. Il primo riguarda una riforma della scuola superiore tecnica e professionale, chiamata modello "4+2": gli studenti farebbero quattro anni di scuola invece di cinque, seguiti da due anni negli istituti tecnologici superiori, con un legame più stretto tra scuola e mondo del lavoro (DDL A.C. 1691, già approvato dal Senato). Il secondo è una proposta del Governo per spostare in avanti una scadenza sulla riforma fiscale (DDL A.C. 1929). In pratica si chiede più tempo, fino alla fine del 2025, per riunire in pochi testi ordinati le tante regole sparse che riguardano le tasse.
Oggi non è stata decisa nessuna delle due riforme. Erano in corso le discussioni iniziali, cioè i deputati hanno solo spiegato le loro posizioni, e il voto vero è stato rinviato a un altro giorno. Sulla riforma della scuola le opposizioni hanno già annunciato una richiesta di bocciarla in blocco prima ancora di esaminarla articolo per articolo, che però sarà discussa in una seduta successiva. L'unica cosa approvata oggi è stata, come di consueto, l'approvazione del verbale della seduta precedente.
Il dibattito sulla scuola è stato il più acceso. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia e Lega) ha difeso la riforma come un modo per avvicinare la scuola alle richieste delle imprese e ridurre il numero di posti di lavoro che restano vacanti perché mancano candidati con la giusta preparazione. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico e Cinque Stelle) hanno criticato la fretta, l'assenza di nuovi fondi e il rischio che la scuola diventi, secondo le loro parole, una "fabbrica di manodopera" al servizio delle aziende. Un deputato del Cinque Stelle ha attaccato a fondo il ministro dell'Istruzione, mentre una deputata del Partito Democratico ha legato la riforma della scuola alla legge sull'autonomia delle regioni, annunciando il sostegno a un referendum per cancellarla.
Sul tema fiscale, l'opposizione ha contestato che il Governo avesse promesso di fare in fretta i nuovi testi sulle tasse e ora chieda invece l'ennesima proroga, segno secondo loro di una scelta sbagliata sin dall'inizio. La maggioranza ha replicato che la materia è complessa e che la proroga serve solo a fare un lavoro ordinato. La giornata ha incluso anche alcune comunicazioni di routine, come l'annuncio di nuove proposte di legge e un cambio nei vertici di un organo interno della Camera che vigila sulla qualità delle leggi.
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