Seduta n. 48 della Camera dei Deputati, 02/02/2023.
Argomenti: navi umanitarie, decreto ONG, salvataggi migranti, diritti umani, regolamento Dublino.
La Camera ha discusso il decreto ONG del Governo Meloni sulle navi umanitarie nel Mediterraneo, che introduce nuove regole per i salvataggi migranti. La maggioranza lo difende, l'opposizione lo critica per possibili violazioni dei diritti umani e delle convenzioni internazionali. Nessuna votazione nella seduta di discussione generale.
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I deputati hanno passato quasi tutta la giornata a discutere il cosiddetto "decreto ONG", la nuova legge del Governo Meloni sulle navi delle organizzazioni umanitarie che salvano i migranti nel mar Mediterraneo (la legge di conversione del decreto-legge n. 1 del 2023, A.C. 750-A). Il decreto stabilisce nuove regole per queste navi: devono chiedere subito un porto dove sbarcare, raggiungerlo senza fermarsi e fornire molte informazioni alle autorità. Chi non rispetta le regole rischia multe, il blocco della nave (fermo amministrativo) e, in caso di ripetute violazioni, perfino il sequestro dell'imbarcazione. Questa giornata era solo la discussione generale: una specie di dibattito di apertura, in cui ogni gruppo espone la propria posizione prima dei voti veri e propri, che si terranno in una seduta successiva.
In questa seduta non è stato deciso nulla di definitivo: non c'è stata nessuna votazione sul decreto. I deputati si sono limitati a illustrare le loro posizioni e poi hanno rinviato il seguito (l'esame delle modifiche e il voto finale) a un'altra giornata. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) difende il decreto, sostenendo che mette ordine in un settore lasciato senza regole e che non impedisce di salvare le persone. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione-Italia Viva) chiedono invece di non approvarlo, perché secondo loro rende più difficili e pericolosi i soccorsi e viola le convenzioni internazionali e la Costituzione. Le opposizioni ricordano più volte che proprio quella mattina il Consiglio d'Europa, l'organismo che a Strasburgo vigila sul rispetto dei diritti umani, ha scritto al ministro dell'Interno chiedendo di ritirare o correggere il decreto.
Il punto più discusso è la regola che, di fatto, impedirebbe a una nave di soccorrere più gruppi di naufraghi nello stesso viaggio: chi ha già salvato delle persone dovrebbe dirigersi subito al porto, senza fermarsi per altri salvataggi. Le opposizioni la giudicano disumana e contraria all'obbligo di soccorrere chi è in pericolo in mare. Molto citato il caso recente della nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere: dopo aver salvato 237 persone in tre operazioni ed essere arrivata a La Spezia, i minori a bordo sono stati poi trasferiti in pullman fino a Foggia, a circa 800 chilometri di distanza. Diversi interventi sono stati molto accesi, con richiami alla storia dell'emigrazione italiana, citazioni di scrittori e di Papi. Alla fine della seduta il Partito Democratico ha chiesto che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, torni in Aula a riferire su una vicenda riservata accaduta il 31 gennaio.
Il dibattito ha toccato anche questioni più ampie: la richiesta di rivedere le regole europee (il cosiddetto regolamento di Dublino, che lascia all'Italia il compito di accogliere chi sbarca per primo qui), il recente viaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Libia e gli accordi per fornire nuove motovedette alla guardia costiera libica, e l'idea di un grande piano di investimenti per l'Africa. Più volte è tornato il tema dei numeri: nel 2022 le navi delle organizzazioni umanitarie hanno portato a terra circa l'11 per cento delle persone sbarcate, mentre la gran parte dei salvataggi è opera della Guardia costiera, della Guardia di finanza e della Marina militare italiane. A fine giornata sono state date alcune comunicazioni di servizio, tra cui la nomina di un nuovo tesoriere del gruppo Forza Italia e l'ordine del giorno della seduta del giorno seguente.
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