Seduta n. 323 della Camera dei Deputati, 11/07/2024.
Argomenti: decreto agricoltura, caporalato, fotovoltaico agricolo, voto di fiducia, crisi climatica.
La Camera ha approvato il decreto Agricoltura con oltre 500 milioni di euro di aiuti per agricoltori, pescatori e allevatori, sospensione dei mutui, contrasto al caporalato e stop al fotovoltaico a terra. Il Governo ha chiesto la fiducia: approvato con 181 voti a favore e 111 contro. Le opposizioni hanno criticato il metodo e la scelta sul fotovoltaico.
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La giornata è stata quasi tutta dedicata a un'unica legge: il cosiddetto "decreto Agricoltura" (DDL 1946), un pacchetto di aiuti urgenti per agricoltori, pescatori e allevatori, già approvato dal Senato e arrivato alla Camera per il via libera definitivo. Il provvedimento mette sul piatto oltre 500 milioni di euro e tocca molti temi insieme: sospensione delle rate dei mutui per le aziende in crisi, lotta alle malattie delle piante e degli animali (come la peste suina), contrasto al lavoro sfruttato nei campi (il cosiddetto caporalato), gestione della siccità e uno stop agli impianti fotovoltaici a terra sui terreni agricoli. Nel decreto sono finiti anche 150 milioni di euro per l'ex Ilva di Taranto. Il Governo ha chiesto il voto di fiducia: in pratica ha messo la propria sopravvivenza sul voto, costringendo la Camera ad approvare il testo così com'era, senza poterlo modificare.
La Camera ha approvato il decreto, che quindi diventa legge. Sulla fiducia hanno votato a favore in 181 e contro in 111. Nel voto finale i favorevoli sono stati 148 e i contrari 71. Ha sostenuto il decreto la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), che lo considera il maggiore intervento mai fatto per l'agricoltura. Hanno votato contro tutte le opposizioni: quelle di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra-Verdi) e quelle di area centrista e liberale (Azione, Italia Viva e +Europa). I deputati hanno poi esaminato decine di ordini del giorno, cioè impegni che chiedono al Governo di fare qualcosa in futuro: sono stati respinti tutti quelli proposti dalle opposizioni e approvati solo quelli riscritti d'accordo con il Governo.
La critica più ripetuta dalle opposizioni non ha riguardato solo i contenuti, ma il metodo: il Governo userebbe troppo spesso la fiducia (questa era circa la sessantesima in meno di due anni), togliendo al Parlamento la possibilità di discutere e correggere le leggi. Forte è stata la polemica sullo stop al fotovoltaico nei campi agricoli, giudicato dalle opposizioni una scelta ideologica che fa perdere investimenti e frena le energie rinnovabili; la maggioranza ribatte che serve a difendere il terreno coltivabile dalla speculazione. Più volte è tornato il nome di Satnam Singh, il bracciante indiano morto dopo essere stato abbandonato ferito: tutti i gruppi ne hanno parlato, ma le opposizioni accusano il Governo di non aver stanziato risorse vere contro lo sfruttamento. Durante i lavori, deputati di Cinque Stelle, Partito Democratico e Sinistra-Verdi hanno protestato per come è stata gestita la Commissione cultura, dove un emendamento sarebbe stato fatto votare in fretta e poi corretto perché sbagliato.
A fine seduta i deputati hanno sollevato questioni non legate all'agricoltura. I Cinque Stelle hanno chiesto che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio venga subito a riferire all'aula (una comunicazione immediata su un fatto considerato grave) sul caso del detenuto Chico Forti e sulle condizioni delle carceri italiane. Una deputata di Fratelli d'Italia ha ricordato i 23 morti dell'incidente ferroviario tra Andria e Corato del luglio 2016. Un deputato dei Cinque Stelle ha criticato il Governo per aver condannato i bombardamenti in Ucraina ma non quelli su Gaza, chiamando in causa il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sono stati ricordati anche i 418 licenziamenti annunciati dall'azienda Jabil a Marcianise, in provincia di Caserta, e un grave caso di violenza contro una donna a Bacoli, vicino Napoli.
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