Seduta n. 298 della Camera dei Deputati, 23/05/2024.
Argomenti: superbonus 110 per cento, ristrutturazioni abitative, detrazioni fiscali, bilancio pubblico.
La Camera ha approvato in via definitiva la legge che restringe il superbonus per le ristrutturazioni abitative, allungando a dieci anni il recupero delle detrazioni. Il governo ha difeso la misura come necessaria per i conti pubblici, mentre le opposizioni hanno criticato sia il provvedimento che la retroattività della norma.
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La Camera ha votato in via definitiva una legge del Governo che mette nuovi limiti al superbonus, l'incentivo che copriva fino al 110 per cento delle spese per ristrutturare casa (la legge di conversione del decreto del 29 marzo 2024, A.C. 1877). La legge arrivava già approvata dal Senato e la Camera l'ha solo confermata. Il provvedimento stringe le regole: allunga a dieci anni il tempo per recuperare le detrazioni e riduce gli spazi per banche e imprese. Quasi tutto il dibattito si è concentrato sul costo enorme della misura per i conti dello Stato e su chi ne porti la responsabilità.
La Camera ha approvato la legge in via definitiva: 150 voti a favore, 109 contrari, nessun astenuto. Ha votato a favore la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), che difende la stretta come necessaria per tenere in ordine i conti pubblici. Hanno votato contro le opposizioni, ma per ragioni opposte tra loro: il Movimento 5 Stelle difende il superbonus e accusa il Governo di averlo smontato male; il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra criticano la retroattività della norma; Italia Viva e Azione bocciano sia il superbonus originario sia la correzione. Da oggi, quindi, le nuove regole più restrittive sul superbonus diventano legge.
Il dibattito è stato molto acceso. Durante l'intervento di un deputato di Fratelli d'Italia, un deputato del Movimento 5 Stelle ha gridato ripetutamente "Buffoni" ed è stato richiamato all'ordine dal presidente di turno, che ha minacciato di espellerlo. Subito dopo il voto, l'Aula si è fermata per commemorare il 32° anniversario della strage di Capaci, in cui nel 1992 furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta. Deputati di tutti gli schieramenti hanno ricordato Falcone con un minuto di silenzio e numerosi interventi.
Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno chiesto al Governo di riferire in aula sull'invio di armi all'Ucraina, lamentando che il Parlamento non venga informato mentre lo apprende dalla stampa estera; hanno anche augurato una pronta guarigione al ministro della Difesa Guido Crosetto. A fine seduta un deputato di Azione ha denunciato le condizioni delle carceri, ricordando 35 suicidi dall'inizio dell'anno, mentre un deputato di Fratelli d'Italia ha celebrato la vittoria dell'Atalanta in Europa League. La Camera ha inoltre rinviato l'esame di tre leggi previste per la settimana successiva e annullato la seduta di lunedì 27 maggio.
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