Seduta n. 420 della Camera dei Deputati, 03/02/2025.
Argomenti: decreto cultura, Piano Olivetti, biblioteche e librerie, caso Almasri, sicurezza sul lavoro.
La Camera discute il decreto sulla cultura con il Piano Olivetti per biblioteche e librerie. Nel contesto dello scontro politico sul caso Almasri, le opposizioni criticano il provvedimento per l'assenza di nuovi fondi e la creazione di nuove poltrone al Ministero.
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La giornata è iniziata con uno scontro politico molto duro sul cosiddetto "caso Almasri". Si tratta del generale libico, accusato di torture e violenze gravissime, che il Governo italiano aveva fatto rientrare in Libia con un aereo di Stato invece di consegnarlo alla giustizia internazionale. Tutte le opposizioni (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra, +Europa e Azione) hanno chiesto che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Parlamento a spiegare di persona cosa è successo. Dopo questa discussione, l'Aula è passata al tema vero della giornata, cioè il decreto sulla cultura del Governo (DL 201/2024, A.C. 2183-A), un provvedimento con cui il Ministero della Cultura lancia un "Piano Olivetti" per biblioteche, librerie e aree svantaggiate.
In questa seduta non è stato deciso nulla in via definitiva: i deputati hanno solo discusso, senza votare. Sia il decreto sulla cultura sia una seconda proposta di legge sono stati rinviati alla seduta del giorno dopo. La seconda proposta riguarda l'insegnamento delle regole di sicurezza sul lavoro nelle scuole superiori, all'interno dell'educazione civica (proposta di legge Rizzetto, A.C. 630-B); il testo torna alla Camera dopo alcune modifiche fatte dal Senato. Anche la richiesta delle opposizioni di far venire in Aula la Presidente del Consiglio non ha avuto una risposta immediata: la decisione è stata rimandata alla riunione dei capigruppo del giorno seguente.
La discussione sul decreto cultura è stata molto accesa. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno usato i loro interventi soprattutto per tornare a parlare del caso Almasri, tanto che il presidente di seduta li ha richiamati più volte a restare sull'argomento e a un certo punto ha tolto la parola a un deputato. Le opposizioni hanno criticato il decreto perché, dicono, non stanzia soldi nuovi per la cultura ma trova risorse per creare nuove poltrone dirigenziali al Ministero. La maggioranza (Fratelli d'Italia e Lega) ha difeso il provvedimento come un primo passo importante. Nei giorni precedenti la Lega aveva anche provato a indebolire i poteri delle soprintendenze (gli uffici che tutelano il paesaggio e i beni culturali), ma aveva poi ritirato la proposta.
Alla fine della seduta due deputati hanno sollevato problemi del loro territorio. Uno ha denunciato una serie di attentati con bombe e incendi a Siniscola, in Sardegna, annunciando una richiesta scritta di chiarimenti al Ministro dell'Interno. Un altro ha ricordato all'Aula la questione delle morti sul lavoro, raccontando il caso di due operai morti nello stesso stabilimento nel casertano, tra cui un ragazzo di diciannove anni al primo impiego. Entrambi hanno chiesto interventi concreti e più rapidi da parte dello Stato.
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