Seduta n. 318 della Camera dei Deputati, 04/07/2024.
Argomenti: Palestina, riconoscimento dello Stato, abuso d'ufficio, TIM-Telecom.
La Camera ha discusso il riconoscimento della Palestina e ha approvato la linea della maggioranza che lo supporta solo all'interno di un negoziato di pace. Ha poi approvato l'articolo della riforma della giustizia che cancella il reato di abuso d'ufficio, sospendendo l'esame per riprendere il giorno dopo.
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I deputati hanno affrontato due grandi temi. Il primo è il riconoscimento dello Stato di Palestina: sette diverse proposte di indirizzo al Governo (i cosiddetti atti che impegnano il Governo a fare qualcosa, qui chiamati "mozioni"). La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) chiede di riconoscere la Palestina solo alla fine di un percorso di pace concordato tra le parti (mozione 1-00301). Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) chiedono invece di riconoscerla subito e, in parte, di sanzionare il governo israeliano di Netanyahu. Il secondo tema è la riforma della giustizia voluta dal ministro Carlo Nordio (DDL A.C. 1718), che tra l'altro cancella il reato di abuso d'ufficio, cioè il reato di cui risponde un funzionario pubblico che usa il proprio potere violando la legge per favorire o danneggiare qualcuno.
Sulla Palestina la Camera ha bocciato le proposte delle opposizioni che chiedevano il riconoscimento immediato (Cinque Stelle, Sinistra e Partito Democratico). Ha invece approvato la proposta della maggioranza (1-00301) e, in parte, quelle di Azione (1-00304), Italia Viva (1-00305) e del gruppo Misto (1-00306): in pratica, l'Italia sostiene la nascita di uno Stato palestinese, ma solo dentro un negoziato di pace, non con un riconoscimento immediato. Sulla riforma della giustizia, la Camera ha respinto i tentativi delle opposizioni di fermare l'esame del testo e ha approvato l'articolo che cancella il reato di abuso d'ufficio. La legge però non è stata approvata in via definitiva: l'esame è stato sospeso e ripreso il martedì successivo. Lo stenografico non riporta i numeri precisi dei voti.
Il dibattito sulla Palestina è stato molto teso. Diversi deputati di opposizione hanno protestato perché il Governo, per dare parere favorevole, chiedeva di sostituire la parola "catastrofe" con la parola "crisi" nel descrivere la situazione a Gaza. Sulla riforma della giustizia è scoppiato uno scontro procedurale: il giorno prima il Governo aveva approvato, dentro un decreto sulle carceri, un nuovo reato (il "peculato per distrazione") che secondo le opposizioni reintroduce di nascosto parte di ciò che la riforma stava cancellando. Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra hanno chiesto di fermarsi e di rinviare tutto in commissione per chiarire, ma la richiesta è stata respinta (con un margine di 94 voti).
Fuori dai due temi principali, alcuni deputati hanno chiesto che il Governo venga a riferire in aula sul nuovo assetto del gruppo TIM-Telecom, per i timori sui posti di lavoro e sulla sicurezza delle reti. Un deputato dei Cinque Stelle ha denunciato la siccità in Basilicata e il ritardo nella formazione della giunta regionale. A fine seduta si sono toccati altri casi di cronaca: l'allontanamento di alcuni studenti da Trieste durante un vertice internazionale, la morte sul lavoro di un dipendente dei trasporti pubblici di Roma, e alcune vicende giudiziarie diventate oggetto di polemica politica.
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