Camera, seduta n. 171 del 4 ottobre 2023: decreto Asset, Ponte sullo Stretto, tassa banche

Seduta n. 171 della Camera dei Deputati, 04/10/2023.

Argomenti: decreto Asset, Ponte sullo Stretto, tassa banche, crisi industriali, Marelli e ex-Gkn.

La Camera ha votato la fiducia al decreto Asset del Governo con 202 voti favorevoli. Il decreto tocca molteplici ambiti: prezzi aerei per isole, licenze taxi, tassa bancaria, fondi per alluvioni emiliane, infrastrutture e il Ponte sullo Stretto. Le opposizioni hanno criticato il provvedimento mentre la maggioranza lo ha difeso come concreto.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 4 ottobre 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il tema centrale della giornata è stato un grande decreto del Governo, chiamato decreto «Asset», che mette insieme moltissime misure diverse: i prezzi dei biglietti aerei verso Sardegna e Sicilia, le licenze dei taxi nelle grandi città, una tassa sugli utili extra delle banche, fondi per le zone alluvionate dell'Emilia-Romagna, soldi per strade e ferrovie e norme sul Ponte sullo Stretto di Messina (la proposta è il DDL 1436, che trasforma in legge il decreto-legge n. 104 del 2023, già approvato dal Senato). Su questo testo il Governo ha chiesto la fiducia, cioè ha chiesto al Parlamento di approvarlo così com'è, senza poter cambiare nulla. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha difeso il decreto come concreto e tempestivo. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Alleanza Verdi e Sinistra, insieme a +Europa) lo hanno criticato come confuso e pieno di passi indietro, soprattutto sulla tassa alle banche e sui prezzi degli aerei.

Cosa hanno deciso

La Camera ha dato la fiducia al Governo su questo decreto: hanno votato sì in 202 e no in 128, con 4 deputati che non hanno preso posizione. Dare la fiducia significa che il testo passa senza modifiche e che tutte le proposte di cambiamento presentate vengono respinte automaticamente. Attenzione, però: il voto definitivo e completo sul decreto non è avvenuto in questa giornata. È stato rinviato al giorno dopo, il 5 ottobre, perché la seduta è finita alle 20,30 mentre si stavano ancora esaminando gli ordini del giorno (gli ordini del giorno sono impegni che la Camera chiede al Governo di seguire, ma che non cambiano il testo della legge). Di questi impegni, quasi tutti quelli proposti dalle opposizioni sono stati respinti; soltanto pochi, riscritti d'accordo con il Governo, sono stati approvati.

Momenti notevoli

La giornata si è aperta con la protesta di una deputata del Partito Democratico per le cariche della polizia contro un gruppo di studenti a Torino il giorno prima. Nel pomeriggio si è svolto il «question time», cioè le domande dirette dei deputati ai ministri presenti in aula. Il Ministro della giustizia Carlo Nordio ha risposto sul caso del giudice di Catania che aveva bocciato alcune regole del Governo sull'immigrazione, assicurando di rispettare l'indipendenza dei giudici. Il Ministro dei trasporti Matteo Salvini ha risposto su taxi, bonus per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, ferrovia Napoli-Bari e Ponte sullo Stretto. Il Ministro delle imprese Adolfo Urso ha risposto sulle crisi industriali della Marelli e della ex-Gkn vicino a Firenze. In serata l'aula si è fermata per commemorare Giorgio Napolitano, ex Presidente della Repubblica morto pochi giorni prima, con un minuto di silenzio e i discorsi di tutti i gruppi.

Altri temi toccati durante la giornata

Più volte i deputati hanno ricordato con cordoglio le vittime del grave incidente del bus a Mestre. Nel question time sono emersi temi che i cittadini avevano sentito al telegiornale: la disputa tra Governo e magistratura sul caso di Catania, la chiusura (poi sospesa) dello stabilimento Marelli di Crevalcore con 229 dipendenti a rischio, e la vertenza della ex-Gkn di Campi Bisenzio, dove i lavoratori hanno proposto un piano per produrre pannelli solari e biciclette da trasporto. Si è parlato anche del futuro delle aree industriali di Brindisi e Civitavecchia dopo la chiusura delle centrali a carbone e del sostegno alle piccole e medie imprese, schiacciate dall'inflazione e dall'aumento dei tassi di interesse decisi dalla Banca centrale europea.

Tutte le votazioni della seduta

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