Seduta n. 4 del Senato della Repubblica, 26/10/2022.
Argomenti: fiducia al Governo, Governo Meloni, reddito di cittadinanza, caro bollette, fondi PNRR.
Il Senato vota la fiducia al Governo Meloni con 115 voti a favore. Durante il dibattito i senatori affrontano temi come la guerra in Ucraina, l'energia, il lavoro, le carceri e il reddito di cittadinanza.
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Questa seduta è servita a una cosa sola: dare (o negare) la fiducia al nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni, la prima donna a fare la Presidente del Consiglio nella storia italiana. La fiducia è il voto con cui il Parlamento dice se accetta o no un Governo appena formato: senza la fiducia delle due Camere, un Governo non può lavorare. Il giorno prima il Governo aveva già ottenuto la fiducia alla Camera dei deputati; il 26 ottobre toccava al Senato. Meloni aveva presentato il suo programma e i senatori, uno dopo l'altro, hanno detto cosa ne pensavano prima di votare.
Il Senato ha approvato la fiducia. Hanno votato a favore 115 senatori, contro 79, mentre 5 si sono astenuti (cioè non si sono schierati né per il sì né per il no). Da questo momento il Governo Meloni è pienamente in carica e può iniziare a lavorare. A votare a favore è stata la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i centristi di Noi Moderati-MAIE). Hanno votato contro le opposizioni di centrosinistra e progressiste (Partito Democratico, Cinque Stelle, Azione-Italia Viva e Verdi-Sinistra). Alcuni senatori del Gruppo per le Autonomie e il senatore a vita Mario Monti hanno preferito astenersi, in attesa di giudicare il Governo sui fatti.
Il dibattito è stato lungo e a tratti molto acceso. Le opposizioni hanno rimproverato a Meloni di non avere mai pronunciato la parola "pace" parlando della guerra in Ucraina, e di non avere un piano chiaro su lavoro, salari e ambiente. Un senatore dei Cinque Stelle, l'ex magistrato Roberto Scarpinato, ha attaccato duramente il nuovo Governo richiamandone i legami con il passato della destra italiana; Meloni gli ha risposto a tono nella sua replica. La senatrice Ilaria Cucchi (Verdi-Sinistra), nota per la battaglia sulla morte del fratello Stefano, ha parlato delle condizioni delle carceri e dei 71 suicidi dei detenuti dall'inizio dell'anno. Anche Silvio Berlusconi è tornato a parlare in Senato dopo nove anni. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha più volte invitato i gruppi a non spezzettare troppo i tempi degli interventi.
Pur trattandosi del voto sul Governo, i senatori hanno toccato moltissimi argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni: il caro bollette e la crisi dell'energia, la proposta di estendere la tassa agevolata per le piccole partite IVA e di tagliare le tasse sul lavoro, il futuro del reddito di cittadinanza (che il centrodestra vuole rivedere), i fondi europei del PNRR (il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea, con sede a Bruxelles) e il dubbio se vadano in parte ritoccati per via dell'aumento dei prezzi. Si è parlato anche di sanità pubblica e liste d'attesa, di lotta alle mafie, di violenza sulle donne, delle differenze tra Nord e Sud e dei trasporti verso la Sicilia. Nell'arco della seduta sono stati anche annunciati (ma non votati) molti nuovi disegni di legge e alcune richieste di chiarimenti ai ministri su crisi aziendali, tra cui la Flextronics di Trieste, la Brioni in Abruzzo, la raffineria ISAB di Priolo Gargallo e la Piaggio aerospace.
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