Seduta n. 399 della Camera dei Deputati, 17/12/2024.
Argomenti: spese militari, Consiglio europeo, industria automobilistica, Medio Oriente, asilo siriani.
La Presidente Meloni illustra in aula le posizioni dell'Italia al Consiglio europeo di Bruxelles, affrontando guerra in Ucraina, crisi mediorientale, industria europea e immigrazione. Approdata solo la risoluzione della maggioranza, mentre le opposizioni criticano il riarmo e chiedono fondi europei per l'auto e chiarezze su Gaza e migranti in Albania.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
La giornata è stata dedicata quasi tutta a un discorso della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È venuta in aula a spiegare quali posizioni porterà l'Italia al vertice dei capi di governo europei (il Consiglio europeo) del 19 e 20 dicembre, che si tiene a Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea. I temi erano i grandi nodi internazionali del momento: la guerra in Ucraina, la situazione in Medio Oriente (Gaza, Libano e la Siria dopo la caduta del regime di Assad), il futuro dell'industria europea (in particolare la crisi delle auto e di Stellantis) e l'immigrazione. Meloni ha rivendicato come un successo la nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente della Commissione europea e ha difeso la stabilità del suo Governo.
Dopo il dibattito, l'aula ha votato sette documenti che indicano al Governo come comportarsi al vertice (in gergo si chiamano "risoluzioni"). La Camera ha approvato solo quella della maggioranza di centrodestra (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi Moderati), il documento 6-00140. Dei testi presentati dalle opposizioni (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione, Sinistra e Verdi, +Europa) l'aula ha approvato solo le singole frasi su cui il Governo era d'accordo, respingendo tutto il resto. È stato bocciato per intero il documento di +Europa (6-00146), che chiedeva di lavorare a un debito europeo comune per finanziare la difesa. Il resoconto scritto della seduta dice solo se ogni voto è passato o no, senza riportare i numeri esatti dei voti favorevoli e contrari.
Il punto più caldo è stato lo scontro sulle spese militari. Meloni ha chiesto che i soldi per la difesa non vengano contati nei limiti di bilancio che l'Europa impone ai Paesi (cioè un permesso a spendere di più senza sforare le regole). Le opposizioni di centrosinistra hanno accusato il Governo di voler costruire l'Europa solo sulle armi: i Verdi e la Sinistra hanno parlato di "corsa al riarmo", il Partito Democratico ha chiesto invece un fondo europeo per salvare il settore dell'auto. La leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha attaccato il Governo su Gaza, sull'immigrazione e sui centri per migranti costruiti in Albania, che ha definito vuoti e costosi. Un deputato di +Europa ha fatto notare che il Governo ha bocciato un testo che ripeteva quasi parola per parola cose già dette dalla stessa Meloni.
Nel dibattito sono stati nominati più volte tre ministri del Governo: Antonio Tajani (Esteri), Guido Crosetto (Difesa) e il vicepremier Matteo Salvini. Le opposizioni hanno chiesto chiarezza sulla posizione italiana di fronte al mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale contro il premier israeliano Netanyahu, sul futuro della missione di pace italiana in Libano (UNIFIL) e sulla scelta del Governo di sospendere l'esame delle domande di asilo dei cittadini siriani. Si è parlato anche dell'attuazione dei fondi europei del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea dopo la pandemia) e della tutela delle minoranze, a partire dai cristiani e dal popolo curdo, nella nuova fase siriana.
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