Camera, seduta n. 199 del 21 novembre 2023: accordo migranti Albania, centri di accoglienza

Seduta n. 199 della Camera dei Deputati, 21/11/2023.

Argomenti: accordo migranti Albania, centri di accoglienza, fiducia Governo, proroghe fiscali.

La Camera discute dell'accordo Italia-Albania sui migranti con l'approvazione della risoluzione di maggioranza a sostegno. Nel pomeriggio si affronta il decreto sulle proroghe fiscali con il Governo che chiede la fiducia al Parlamento, mentre le opposizioni contestano il modello gestionale.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 21 novembre 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è stata dedicata quasi tutta all'accordo tra Italia e Albania sui migranti, firmato il 6 novembre dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal primo ministro albanese Edi Rama. L'accordo prevede la costruzione, pagata dall'Italia, di due centri in territorio albanese dove portare alcuni migranti soccorsi in mare: un punto di arrivo al porto di Shengjin e una struttura nell'entroterra a Gjader. Lì verrebbero esaminate le domande di asilo e gestiti i rimpatri di chi non ne ha diritto, fino a un massimo di 3.000 persone presenti contemporaneamente. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è venuto in aula a spiegare i contenuti e ha annunciato che il Governo presenterà comunque una legge per far approvare l'accordo dal Parlamento (la cosiddetta ratifica). Nel pomeriggio è iniziata anche la discussione su un decreto che sposta in avanti varie scadenze fiscali e amministrative (il decreto proroga termini, atto A.C. 1551).

Cosa hanno deciso

L'aula ha votato tre documenti di indirizzo al Governo (le risoluzioni: testi con cui i deputati dicono al Governo cosa fare). È stata approvata quella della maggioranza di centrodestra a sostegno dell'accordo (6-00066). È stato approvato anche, dopo una modifica concordata, l'impegno principale del testo presentato dalle opposizioni di centrosinistra (6-00067): chiedeva al Governo di non far partire l'accordo prima che il Parlamento lo abbia ratificato. Del testo del Movimento 5 Stelle (6-00068) sono stati approvati solo due punti su molti. Nessuna di queste è una legge: sono indicazioni politiche. Sul decreto delle proroghe non si è votato: il Governo ha chiesto la fiducia (un voto in cui i deputati confermano o ritirano il sostegno al Governo, senza poter cambiare il testo), con voto rinviato ai giorni successivi.

Momenti notevoli

Il dibattito è stato molto teso. Le opposizioni hanno accusato il Governo di propaganda, sostenendo che 3.000 posti sono pochissimi rispetto ai circa 150.000 sbarchi dell'anno e che l'operazione costerà moltissimo (si parlava di un anticipo di 16,5 milioni di euro e di un fondo di garanzia da 100 milioni). Hanno anche ricordato che fino a pochi giorni prima alcuni ministri avevano detto che il Parlamento non doveva votare nulla. La maggioranza ha replicato che l'Albania è un Paese amico e candidato a entrare nell'Unione Europea e che l'accordo potrebbe diventare un modello. C'è stato uno scontro verbale tra il ministro Tajani e i banchi del centrosinistra. Il deputato Aboubakar Soumahoro ha denunciato di aver ricevuto frasi e gesti offensivi a sfondo razzista da alcuni colleghi.

Altri temi toccati durante la giornata

Nella discussione sul decreto delle proroghe le opposizioni hanno protestato perché il Governo usa molto spesso la fiducia, riducendo lo spazio di discussione del Parlamento. È tornata la questione dell'ex Ilva di Taranto, la grande acciaieria in crisi: il decreto rinvia ancora una volta la vendita dei suoi beni, lasciando migliaia di lavoratori nell'incertezza. In apertura, vari gruppi avevano chiesto che il ministro dell'Istruzione Valditara riferisse in aula su notizie di stampa riguardanti un consulente del suo Ministero. Infine è stato annunciato ufficialmente il nuovo gruppo parlamentare Italia Viva.

Tutte le votazioni della seduta

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