Seduta n. 473 della Camera dei Deputati, 02/05/2025.
Argomenti: violenza contro le donne, emergenza granchio blu, mafia e criminalità, Liberazione, libertà di espressione.
Seduta dedicata a interpellanze urgenti su temi concreti: finanziamenti per l'80° della Liberazione, aiuti alle donne vittime di violenza, sostegno ai pescatori del Delta del Po, lotta alle mafie e controlli di polizia. Il Governo ha risposto alle cinque richieste di chiarimento dalle opposizioni, ma su vari punti le risposte non hanno soddisfatto i deputati.
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La giornata è stata dedicata interamente alle interpellanze urgenti, cioè domande con cui i deputati chiedono spiegazioni ufficiali al Governo su questioni che ritengono importanti. Non si è votata né approvata alcuna legge. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico e Cinque Stelle) hanno presentato cinque richieste di chiarimenti, mentre i rappresentanti del Governo hanno risposto in aula. I temi toccati sono stati molto concreti: i soldi per le celebrazioni dell'80° anniversario della Liberazione, gli aiuti alle donne che escono da situazioni di violenza, il sostegno ai pescatori, la lotta alle mafie in un comune siciliano e i controlli della polizia a un panificio durante il 25 aprile.
Trattandosi di domande al Governo, non è stata presa alcuna decisione vincolante: niente è diventato legge. Su ogni tema il Governo ha illustrato cosa sta facendo e i deputati delle opposizioni si sono detti, quasi sempre, insoddisfatti delle risposte. Sul fondo da 700.000 euro all'anno per ricordare la Resistenza, il Governo ha ammesso che i soldi non sono ancora disponibili e ha promesso di sbloccarli presto; il deputato del PD che aveva sollevato la questione si è detto solo in parte soddisfatto. Sugli aiuti alle imprese di pesca colpite dal granchio blu (una specie invasiva che sta distruggendo l'economia ittica del Delta del Po), il Governo ha elencato gli stanziamenti, ma la deputata del PD ha replicato che i fondi arrivano troppo tardi e che molte aziende hanno già chiuso.
Il confronto più aspro è stato sul reddito di libertà, cioè il contributo economico (fino a 500 euro al mese) per le donne vittime di violenza. La deputata dei Cinque Stelle ha attaccato duramente il Governo, lamentando i ritardi nei decreti e l'assenza in aula della ministra competente per le Pari opportunità, e si è detta "altamente preoccupata" per l'indifferenza verso il problema. Forte anche lo scontro sul comune siciliano di Ramacca, dove sindaco e altri amministratori sono stati arrestati per presunti accordi di voto con un clan mafioso. Un deputato dei Cinque Stelle, ex magistrato antimafia, ha accusato il Governo di non aver nominato la commissione d'indagine prevista dalla legge prima delle elezioni comunali di fine maggio, definendolo un obbligo non rispettato.
L'ultima interpellanza riguardava un fatto avvenuto ad Ascoli Piceno il 25 aprile: la polizia aveva chiesto le generalità alla titolare di un panificio che aveva esposto uno striscione con la scritta "25 aprile, buono come il pane, bello come l'antifascismo". Il deputato dei Cinque Stelle ha chiesto se ci fossero state istruzioni dall'alto per controlli del genere; la rappresentante del Governo ha risposto che si è trattato di un controllo di pochi minuti, senza alcuna identificazione formale, e ha escluso ogni collegamento con le nuove norme sulla sicurezza. All'inizio della seduta sono state inoltre annunciate alcune nuove proposte di legge, tra cui una sulla salute riproduttiva (PdL 2371) e una sulla sicurezza sul lavoro (PdL 2373).
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