Seduta n. 173 della Camera dei Deputati, 06/10/2023.
Argomenti: glifosato e pesticidi, processo Regeni, estradizione Akcadag, diritti umani, polizia penitenziaria.
Seduta breve con interrogazioni urgenti su glifosato, diritti umani in casi Regeni e Akcadag, e condizioni carcerarie. Il Governo ha risposto sulle posizioni italiane: probabile voto favorevole al rinnovo europeo del glifosato, costituzione parte civile nel processo Regeni, e proseguimento della procedura di estradizione per il giornalista curdo.
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È stata una breve seduta del venerdì mattina, durata poco più di un'ora, senza alcun voto. I deputati delle opposizioni hanno usato uno strumento che permette di porre domande urgenti al Governo e di ascoltarne le risposte in aula. Sono stati affrontati tre temi molto diversi tra loro: l'uso del glifosato (un diffuso erbicida usato in agricoltura), due gravi casi sui diritti umani, e le condizioni di lavoro nelle carceri. Su ciascun tema un deputato ha esposto la questione e un rappresentante del Governo ha risposto.
In questa seduta non si è deciso nulla con un voto: le domande urgenti al Governo non si concludono con una votazione, ma solo con la risposta del Governo e il commento di chi ha posto la domanda. Sul glifosato, una deputata dei Verdi e Sinistra ha chiesto all'Italia di votare contro il rinnovo dell'autorizzazione europea a usarlo (interpellanza n. 2-00229); il Governo ha risposto che probabilmente voterà a favore del rinnovo per dieci anni, citando un'agenzia europea che non ha rilevato pericoli critici. Sul caso del ricercatore Giulio Regeni, ucciso in Egitto, il Governo ha confermato che lo Stato italiano si è costituito parte civile, cioè partecipa al processo come parte offesa (interpellanza n. 2-00234). Sul carcere di Corigliano Rossano, in Calabria, la deputata dei Cinque Stelle e il Governo hanno presentato numeri molto diversi sul personale di polizia penitenziaria effettivamente in servizio.
Lo scambio più teso ha riguardato un secondo caso sui diritti umani: un giornalista tedesco di origine curda, Devrim Akcadag, fermato in Italia su richiesta della Turchia, che ne chiede l'estradizione. Il deputato dei Verdi e Sinistra ha definito "inaccettabile" che l'Italia possa consegnarlo, ricordando che la Germania, suo Paese di cittadinanza, ha già respinto accuse analoghe; il Governo ha risposto che la procedura è ancora in corso. Sul carcere, la deputata dei Cinque Stelle ha contestato i dati del Governo, sostenendo che gli agenti realmente impiegabili sono molti meno di quelli dichiarati e che di notte un solo agente sorveglia tre reparti di massima sicurezza.
A fine seduta, la deputata dei Cinque Stelle ha sollevato un caso di attualità: il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini (Lega) aveva pubblicato sui social un video di una giudice di Catania ripresa a una manifestazione del 2018. La deputata ha chiesto come il Ministro fosse entrato in possesso di quel video, ipotizzando una possibile attività di raccolta di informazioni sui partecipanti, e ha annunciato una richiesta di chiarimenti al Ministro dell'Interno. Nel corso della mattinata sono stati anche annunciati nuovi disegni di legge, tra cui quello che trasforma in legge il decreto del Governo sull'immigrazione e la sicurezza (atto C. 1458), e l'avvio dei lavori su una proposta delle opposizioni a tutela della sanità pubblica (mozione n. 1-00191).
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