Seduta n. 360 della Camera dei Deputati, 07/10/2024.
Argomenti: abrogazione norme vecchie, autonomia differenziata, servizi minimi regionali, trasporti pubblici, competitività.
La Camera ha discusso della cancellazione di oltre 30.000 norme antiche e dell'autonomia differenziata. Sul primo tema il centrodestra è favorevole mentre il M5S chiede cautela. Sull'autonomia le opposizioni chiedono una pausa in attesa della Corte costituzionale, ma il ministro Calderoli respinge i rinvii.
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È stata una seduta del lunedì, la giornata in cui i deputati di solito non votano ma si limitano a esporre le proprie posizioni in vista dei voti dei giorni successivi. Sul tavolo c'erano due temi. Il primo è una grande operazione di pulizia delle leggi vecchie: una proposta del Governo per cancellare oltre 30.000 norme molto antiche, emanate tra il 1861 e il 1946 (testo unificato dei disegni di legge A.C. 1168, 1318, 1371, 1452 e 1572). Si tratta soprattutto di vecchi decreti dell'epoca della monarchia e del fascismo, ormai privi di effetti, che secondo il Governo creano solo confusione. Il secondo tema è l'autonomia differenziata: tre richieste delle opposizioni (mozioni n. 1-00309, n. 1-00339 e n. 1-00340) per cambiare il modo in cui si sta dando attuazione alla legge che assegna più poteri alle Regioni.
In questa seduta non è stato deciso nulla di definitivo: trattandosi di una giornata di soli interventi, l'aula ha discusso ma ha rinviato i voti veri e propri ai giorni seguenti. Sulla cancellazione delle vecchie leggi la maggioranza di centrodestra è favorevole, mentre il MoVimento 5 Stelle si è detto d'accordo sul principio ma critico sul metodo, lamentando troppa fretta. Sull'autonomia differenziata le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) chiedono al Governo di fermarsi e di aspettare prima la sentenza della Corte costituzionale e la definizione dei livelli minimi di servizi garantiti a tutti i cittadini. Il ministro per gli Affari regionali, il leghista Roberto Calderoli, ha respinto ogni rinvio. È stata inoltre annunciata per il giorno dopo una riunione di Camera e Senato insieme per eleggere un giudice della Corte costituzionale.
Il tono è stato acceso soprattutto sull'autonomia differenziata. Un deputato del Partito Democratico ha definito Calderoli il "padre" della legge e ha detto che lo condanna sul piano politico, ma non penalmente, citando la maglietta "processate anche me" che il ministro aveva indossato a un raduno di partito. Le opposizioni hanno ricordato che oltre un milione e mezzo di cittadini hanno firmato per chiedere un referendum contro questa legge e che alcune Regioni l'hanno impugnata davanti alla Corte costituzionale. Hanno anche chiesto a Forza Italia di essere coerente: il suo leader Antonio Tajani, vicepremier, ha detto in tv che prima vanno garantiti i servizi minimi in tutte le Regioni e solo dopo si fa l'autonomia. Un altro deputato ha aperto il suo intervento ricordando l'anniversario dell'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023.
È stato sollevato il problema dei trasporti pubblici locali: secondo le Regioni servono circa 1,7 miliardi di euro per evitare tagli ai servizi (autobus, treni regionali). I sindacati hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per l'8 novembre. Nel dibattito sulla pulizia delle vecchie leggi è stato citato il rapporto dell'ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi sulla competitività europea, secondo cui l'eccesso di norme frena l'economia. Per dare un'idea della mole: secondo i dati ufficiali in Italia restano in vigore circa 110.000 atti normativi statali, e questa operazione ne cancellerebbe quasi un terzo.
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