Senato, seduta n. 186 del 8 maggio 2024: premierato, riforma costituzionale

Seduta n. 186 del Senato della Repubblica, 08/05/2024.

Argomenti: premierato, riforma costituzionale, elezione diretta premier, senatori a vita, legge elettorale.

Il Senato avvia l'esame della riforma costituzionale sul "premierato" che introdurrebbe l'elezione diretta del Presidente del Consiglio e abolirebbe la nomina dei senatori a vita. La maggioranza di centrodestra sostiene che aumenta il potere dei cittadini, mentre le opposizioni e Italia Viva criticano la concentrazione di potere e l'assenza della legge elettorale collegata.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 8 maggio 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha iniziato a esaminare la riforma costituzionale del Governo che cambia il modo in cui si sceglie il capo del Governo, il cosiddetto "premierato" (DDL 935, abbinato a una proposta simile di Matteo Renzi, il DDL 830). L'idea centrale è che i cittadini eleggano direttamente il Presidente del Consiglio, anziché vederlo nominare dopo il voto come avviene oggi. La riforma toglie anche al Presidente della Repubblica il potere di nominare i senatori a vita. Questa era solo la prima delle quattro letture che la Costituzione richiede per una modifica di questo tipo, quindi un punto di partenza, non una decisione finale.

Cosa hanno deciso

Le opposizioni di centrosinistra (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Sinistra-Verdi) avevano chiesto al Senato di non discutere nemmeno la riforma, sostenendo che fosse contraria ai principi fondamentali della Costituzione (una "questione pregiudiziale", cioè la richiesta di fermarsi prima ancora di entrare nel merito). Il Senato ha respinto questa richiesta con un solo voto. Italia Viva, pur favorevole all'idea di eleggere direttamente il premier, ha votato contro la richiesta di blocco ma ha detto chiaramente che il testo del Governo non la convince. Dopo il voto, l'Assemblea è passata alla discussione generale vera e propria, che proseguirà nelle settimane successive.

Momenti notevoli

La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega) ha difeso la riforma dicendo che dà più potere ai cittadini e rende i governi più stabili, senza ridurre i poteri del Presidente della Repubblica. Le opposizioni hanno ribattuto che la riforma concentra troppo potere in una sola persona e indebolisce il Parlamento, perché i deputati e i senatori finirebbero per essere eletti "a traino" del premier. C'è stato anche un acceso scambio sui toni: un senatore del Movimento 5 Stelle ha ironizzato sull'abitudine di chiamare la Presidente del Consiglio solo per nome, e ci sono stati ripetuti richiami della presidenza per il rumore in aula.

Altri temi toccati durante la giornata

Più volte le opposizioni hanno collegato questa riforma ad altre due in corso: l'autonomia differenziata (più poteri alle Regioni) e la separazione delle carriere dei magistrati, parlando di uno "scambio" tra le forze della maggioranza. Un altro punto molto discusso è stato che manca ancora la legge elettorale che dovrebbe accompagnare la riforma: senza sapere come verrebbero eletti premier e Parlamento, secondo le opposizioni e secondo Italia Viva si vota "alla cieca". La maggioranza ha risposto che la legge elettorale verrà dopo, perché dipende dalla scelta di fondo sul sistema.

Tutte le votazioni della seduta

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