Seduta n. 185 del Senato della Repubblica, 07/05/2024.
Argomenti: premierato, riforma costituzionale, sicurezza sul lavoro, concessioni balneari, inchiesta giudiziaria.
Il Senato rifiuta il rinvio della riforma sul premierato chiesto dalle opposizioni, che volevano affrontare la sicurezza sul lavoro dopo la tragedia di Casteldaccia. Approvate due decisioni a favore del senatore Renzi su messaggi e diffamazione.
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La seduta si è aperta con il ricordo di una tragedia sul lavoro avvenuta il giorno prima a Casteldaccia, vicino Palermo, dove cinque operai sono morti. Il Senato ha osservato un minuto di silenzio. Il tema più acceso della giornata, però, è stato il calendario dei lavori. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra e Azione) hanno chiesto di rinviare di due settimane l'inizio della discussione su una grande riforma della Costituzione: quella che vuole far eleggere direttamente dai cittadini il Presidente del Consiglio, il cosiddetto premierato (DDL S.935). Volevano usare quel tempo per discutere invece della sicurezza sul lavoro. La maggioranza di centrodestra ha rifiutato, dicendo che non c'è nessuna fretta sospetta e che si tratta di mantenere una promessa fatta agli elettori.
Il Senato ha respinto la richiesta delle opposizioni di rinviare la discussione sul premierato: la riforma comincerà quindi a essere discussa secondo i tempi voluti dalla maggioranza. Poi l'Aula ha votato due questioni che riguardano il senatore Matteo Renzi. Nella prima, il Senato ha negato ai magistrati di Firenze il permesso di sequestrare alcuni messaggi (chat ed e-mail) di Renzi nell'inchiesta sulla Fondazione Open, ritenendo che ci fosse un accanimento giudiziario nei suoi confronti (Doc. IV, n. 2). Nella seconda, il Senato ha stabilito che Renzi non può essere processato per diffamazione a Potenza, perché le frasi contestate sono opinioni espresse mentre svolgeva il suo ruolo di parlamentare, e come tali sono protette (Doc. IV-quater, n. 3). Entrambe le decisioni sono passate; il Movimento 5 Stelle ha votato contro la seconda.
Il dibattito sul calendario è stato molto teso, con accuse reciproche tra maggioranza e opposizione e diversi richiami all'ordine del presidente La Russa. Le opposizioni hanno parlato di uno "scambio" politico: il premierato voluto da Fratelli d'Italia in cambio dell'autonomia alle Regioni voluta dalla Lega. La Lega ha replicato che non si tratta di uno scambio, ma del normale modo di lavorare di una coalizione. Lo stesso senatore Renzi ha tenuto un lungo intervento sulla sua vicenda giudiziaria, raccontando anche storie personali e annunciando che consegnerà comunque ai magistrati i messaggi al centro del caso, come gesto di sfida. Verso la fine, una senatrice del Movimento 5 Stelle è stata richiamata più volte perché andava oltre il tempo a disposizione.
Diversi senatori hanno discusso del caos sulle concessioni delle spiagge (gli stabilimenti balneari). Il problema nasce da sentenze dei tribunali che si contraddicono: una dice che vanno fatte subito le gare per assegnare le spiagge, un'altra le proroga fino al 2033. La Lega ha chiesto al Governo una legge chiara, sostenendo che deve decidere la politica e non i giudici; le opposizioni hanno risposto che la confusione è colpa della maggioranza, che non ha rispettato le regole europee sulla concorrenza (la cosiddetta direttiva Bolkestein). Infine una senatrice del Movimento 5 Stelle ha criticato l'annuncio del presidente della Regione Piemonte di affidare a privati la gestione di un pronto soccorso, e una senatrice della Lega ha ricordato l'ex parlamentare leghista Stefano Stefani, da poco scomparso.
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