Seduta n. 106 della Camera dei Deputati, 22/05/2023.
Argomenti: voto fuori sede, commissione inchiesta pandemia, diabete e celiachia, fibrosi cistica, terrorismo anni di piombo.
Discussioni parlamentari su voto fuori sede, inchiesta COVID e temi sanitari come diabete e celiachia nei bambini. La seduta ha visto contrasti sulla delega governativa per le elezioni, mentre su argomenti come sanità e diritti delle vittime del terrorismo è prevalso un dialogo più costruttivo.
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In questa giornata i deputati hanno solo avviato il dibattito su diversi temi, senza votare nulla: i voti veri sono stati rinviati ai giorni successivi. Il tema più acceso è stato il voto fuori sede: oggi in Italia chi studia o lavora lontano da casa non può votare dove vive, ma deve tornare nel comune di residenza, e questo riguarda circa 5 milioni di persone (proposta del Partito Democratico, A.C. 115, e proposte simili). Si è poi discusso della creazione di una commissione parlamentare che indaghi sulla gestione della pandemia di COVID (proposte del centrodestra e di Italia Viva, A.C. 384). Infine due temi sanitari più tecnici: i controlli gratuiti per scoprire presto diabete e celiachia nei bambini (proposta del centrodestra, A.C. 622) e l'aiuto ai malati di fibrosi cistica.
Nessuna legge è stata approvata oggi. Sul voto fuori sede tutte le opposizioni (Partito Democratico, Cinque Stelle, Azione-Italia Viva e Sinistra) hanno protestato compatte: dicono che la maggioranza di centrodestra ha svuotato la proposta, trasformandola in una semplice "delega", cioè un incarico dato al Governo di scrivere lui le regole entro un anno e mezzo (più un altro anno per applicarle), invece di farle decidere al Parlamento. Temono che così gli studenti non potranno votare alle elezioni europee del 2024. La maggioranza risponde che è il modo più sicuro per fare una buona legge senza errori tecnici. Sulla commissione d'inchiesta COVID il muro è netto: il centrodestra la difende come ricerca di verità, le opposizioni la accusano di voler colpire solo i Governi precedenti, escludendo le scelte delle regioni come Lombardia e Veneto.
In apertura un deputato di Forza Italia ha chiesto al Governo di riferire subito in aula sull'alluvione che in quei giorni ha colpito l'Emilia-Romagna, con vittime e migliaia di sfollati. Si è discusso a lungo, separatamente, anche di un altro tema: i dieci ex terroristi degli "anni di piombo" (gli anni Settanta e Ottanta, segnati da attentati e omicidi politici in Italia) che vivono in Francia e che la giustizia francese ha deciso, in via definitiva, di non consegnare all'Italia. Una mozione, sostenuta da più forze politiche, chiede al Governo di aiutare i familiari delle vittime a ricorrere alla Corte europea dei diritti umani. Il dibattito ha toccato il dolore delle vittime e l'idea di una "giustizia riparativa", cioè un percorso che cerca di riconciliare e riparare il danno, non solo di punire.
Più tranquillo il confronto sui due temi sanitari. Sulla proposta di controlli gratuiti per individuare presto, nei bambini dagli 1 ai 17 anni, il diabete di tipo 1 e la celiachia, maggioranza e opposizione hanno lavorato in clima collaborativo: l'obiettivo è scoprire la malattia prima che dia sintomi gravi, anche se il Partito Democratico ha sollevato qualche dubbio scientifico su quanto serva un esame di massa quando non esiste ancora una cura. Anche sulle proposte per i malati di fibrosi cistica (una grave malattia genetica che colpisce polmoni e digestione) c'è stato accordo trasversale, con l'auspicio di arrivare a un testo unico condiviso, più fondi per la ricerca e cure uguali in tutta Italia.
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