Camera, seduta n. 105 del 18 maggio 2023: decreto bollette, bonus sociale, medici gettonisti

Seduta n. 105 della Camera dei Deputati, 18/05/2023.

Argomenti: decreto bollette, bonus sociale, medici gettonisti, ricercatori precari, alluvione emilia-romagna.

Approvazione del decreto Bollette con fiducia del Governo: proroghe bonus sociale su luce e gas, misure sanitarie e norme fiscali. Discussione su uso frequente della fiducia e conteste su medici gettonisti, ricercatori precari e questioni di attualità come l'alluvione in Emilia-Romagna.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 18 maggio 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è ruotata quasi tutta attorno a una sola legge: la conversione del cosiddetto decreto Bollette (DDL 1060), un provvedimento del Governo di centrodestra contro il caro energia. Il decreto proroga gli sconti su luce e gas per le famiglie con redditi bassi (il cosiddetto bonus sociale) e aiuta le imprese a pagare le bollette. Ma contiene anche molte altre cose: misure per la sanità (più personale nei pronto soccorso, una stretta sui medici a chiamata detti gettonisti, aiuti alle aziende del settore biomedicale) e norme fiscali. Proprio per questo i partiti hanno discusso a lungo se fosse giusto mettere temi così diversi tutti dentro lo stesso decreto.

Cosa hanno deciso

Il Governo aveva chiesto la fiducia, cioè un voto in cui i deputati confermano la loro fiducia all'esecutivo: chi vota sì sostiene il Governo, chi vota no lo contesta. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha approvato il provvedimento. Sulla fiducia i favorevoli sono stati 199 e i contrari 129; nel voto finale i favorevoli 158 e i contrari 71. Le opposizioni di centrosinistra si sono divise: Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra hanno votato contro, mentre Azione e Italia Viva si sono astenute. Il decreto è quindi diventato legge. Su un punto, però, quasi tutti i partiti erano d'accordo nel criticare il Governo: era stato tolto all'ultimo, per mancanza di soldi, un aiuto già concordato per rendere stabili i ricercatori precari della sanità pubblica.

Momenti notevoli

Diversi deputati hanno protestato perché il Governo usa troppo spesso la fiducia, che riduce il tempo per discutere le leggi in Parlamento (due fiducie in tre giorni, quella settimana). Prima del voto ci sono stati tre interventi su fatti di attualità. Un deputato ha avvertito che Milano rischiava di perdere la sede di un importante tribunale europeo sui brevetti, finita poi a Monaco e Parigi. Un deputato dei Cinque Stelle ha parlato dell'alluvione che in quei giorni stava devastando l'Emilia-Romagna, con vittime e decine di migliaia di sfollati, chiedendo che la Presidente del Consiglio venisse a riferire in aula. Un deputato della Sinistra ha denunciato che il ministro dell'Interno non aveva mostrato al Parlamento una lettera critica delle Nazioni Unite sul decreto immigrazione. Durante uno degli ultimi interventi la presidenza ha dovuto richiamare l'aula più volte per il rumore.

Altri temi toccati durante la giornata

Tra le misure sanitarie del decreto si è discusso molto dei medici a gettone, cioè professionisti esterni pagati a chiamata per coprire i turni vuoti negli ospedali: il Governo ha limitato il loro uso ma le opposizioni lo ritengono ancora troppo permissivo. Si è parlato anche del payback, un meccanismo che obbliga le aziende fornitrici della sanità a restituire alle Regioni parte della spesa sforata: lo Stato ha stanziato oltre un miliardo per ridurre il contenzioso, ma piccole imprese e opposizioni chiedono di più. Negli interventi finali un deputato ha ricordato vittime di criminalità a Napoli e nel napoletano, e una deputata ha celebrato il passaggio del Giro d'Italia in Piemonte.

Le leggi votate in questa seduta

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