Seduta n. 112 del Senato della Repubblica, 11/10/2023.
Argomenti: bilancio dello stato, debito pubblico, scostamento di bilancio, immunità ministri.
Il Senato nega l'autorizzazione al processo all'ex ministro Corrado Clini e approva la richiesta governativa di indebitarsi ulteriormente per finanziare la prossima legge di bilancio. Acceso dibattito sulle previsioni di crescita e sullo stato dei conti pubblici.
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La giornata ruota attorno a due grandi temi. Il primo: se autorizzare o no il processo penale a un ex ministro dell'ambiente, Corrado Clini, per fatti molto vecchi (era ministro nel governo Monti, oltre dieci anni fa). La Giunta che esamina questi casi proponeva di negare l'autorizzazione, cioè di non far andare avanti il processo, sostenendo che il ministro avesse agito per un interesse pubblico. Il secondo tema, il più importante per la vita di tutti, è il documento con cui il governo aggiorna i conti dello Stato e annuncia le scelte economiche per i prossimi anni (la cosiddetta NADEF). Insieme a questo, il governo ha chiesto al Parlamento il permesso di indebitarsi di più del previsto (lo "scostamento di bilancio", cioè spendere oltre i limiti normali) per finanziare la prossima legge di bilancio.
Sul caso dell'ex ministro, il Senato ha votato per negare l'autorizzazione al processo: 118 favorevoli, 54 contrari, 4 astenuti. Quindi quel filone non andrà avanti. Sui conti dello Stato, la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i centristi) ha approvato sia la richiesta di indebitarsi di più, sia il documento economico del governo (le proposte n. 100 e n. 3). Le proposte alternative delle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) sono state automaticamente bocciate, perché l'aula aveva già approvato un testo dal contenuto opposto. Il Senato ha infine deciso di farsi rappresentare da avvocati davanti alla Corte costituzionale in una causa sollevata dal tribunale di Catania.
Lo scontro più acceso è stato sui conti pubblici. La maggioranza ha difeso le proprie scelte definendole "prudenti e realistiche", dando la colpa dell'aumento del debito soprattutto al Superbonus edilizio degli anni precedenti. Le opposizioni hanno risposto che le previsioni di crescita del governo sono troppo ottimistiche, che si tagliano i fondi alla sanità pubblica e che servirebbero misure vere come il salario minimo e la lotta all'evasione. È stato ricordato che il debito pubblico resta intorno al 140% del PIL (PIL = tutto quello che il Paese produce in un anno: significa che lo Stato è indebitato per quasi una volta e mezzo tutto ciò che produciamo in un anno). C'è stata anche una lunga lite procedurale perché una commissione non aveva votato il suo parere sul documento economico prima del voto in aula.
Prima dei voti, il Senato si è fermato per un minuto di silenzio nel 60° anniversario della tragedia del Vajont del 1963, in cui morirono 1.910 persone; vari senatori hanno ricordato che fu un disastro evitabile, causato da scelte umane. Un senatore dei Cinque Stelle ha denunciato la crescita del gioco d'azzardo in Italia, con 136 miliardi di euro spesi nel 2022, e ha annunciato proposte per limitarlo. Un senatore di Fratelli d'Italia ha commemorato un ex collega scomparso, Francesco Salzano.
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