Senato, seduta n. 270 del 5 febbraio 2025: Almasri, Corte penale internazionale, espatrio

Seduta n. 270 del Senato della Repubblica, 05/02/2025.

Argomenti: Almasri, Corte penale internazionale, espatrio, ordine pubblico.

Il Senato ha discusso il caso Almasri, il cittadino libico accusato di crimini torturato e rimandato in Libia. I ministri Piantedosi e Nordio hanno difeso il loro operato contro le critiche dell'opposizione sulla gestione della vicenda e sull'assenza della premier Meloni.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 5 febbraio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Tutta la seduta è ruotata attorno a un solo caso: la vicenda di Almasri, un cittadino libico accusato di torture, stupri e omicidi in un carcere in Libia. Era stato arrestato a Torino il 19 gennaio su richiesta della Corte penale internazionale (il tribunale dell'Aja che giudica i crimini di guerra e contro l'umanità), poi scarcerato dalla magistratura italiana e infine rimandato in Libia con un aereo di Stato. I ministri dell'Interno (Matteo Piantedosi) e della Giustizia (Carlo Nordio) sono venuti in aula a spiegare cosa è successo. In gergo parlamentare questo si chiama "informativa", cioè una relazione che un ministro fa all'aula per raccontare un fatto importante e poi rispondere alle critiche.

Cosa hanno deciso

In questa seduta non è stato votato né deciso nulla: è stato solo un dibattito. I due ministri hanno difeso il loro operato. Il ministro Nordio ha sostenuto che il mandato di arresto era pieno di errori (per esempio non era chiaro se i reati risalissero al 2011 o al 2015) e che per legge l'arresto non poteva essere confermato senza un suo passo formale. Il ministro Piantedosi ha detto di aver espulso Almasri perché lo riteneva pericoloso, per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza del Paese. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra e Azione) hanno accusato il Governo di aver liberato volutamente un criminale e hanno criticato l'assenza in aula della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha difeso i ministri e ha attribuito gli errori alla Corte dell'Aja.

Momenti notevoli

Il dibattito è stato molto teso, con continui richiami all'ordine del presidente del Senato Ignazio La Russa e con il microfono che si spegne da solo quando finisce il tempo a disposizione. Diversi senatori dell'opposizione hanno usato toni durissimi: il senatore Renzi ha paragonato la vicenda alle "Avventure di Pinocchio", altri hanno parlato di "fuga" della presidente del Consiglio. Sul fronte opposto, un punto centrale della difesa della maggioranza è stato l'attacco al magistrato di Roma che indaga sui ministri e sulla presidente Meloni per come è stato gestito il caso. Alla fine, un intervento del senatore Balboni (Fratelli d'Italia), che ha accostato il Partito Democratico a un'inchiesta giudiziaria in Campania, ha scatenato una nuova serie di repliche tra i gruppi.

Altri temi toccati durante la giornata

Oltre al caso Almasri, negli atti ufficiali della giornata (l'elenco scritto che accompagna ogni seduta) sono state registrate diverse richieste di chiarimenti dei senatori al Governo. Tra queste, una domanda al ministro degli Esteri sulla situazione politica in Georgia, una al ministro dell'Interno su una battuta di caccia nella laguna di Venezia a cui avrebbe partecipato Donald Trump Junior, una al ministro della Salute sui medici di base e le nuove "case di comunità", e una al ministro dell'Economia sul funzionamento dei tribunali che decidono le liti tra cittadini e fisco. Sono richieste depositate per iscritto, non discusse in aula.

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