Seduta n. 82 della Camera dei Deputati, 04/04/2023.
Argomenti: superbonus edilizio, crediti fiscali, riforma costituzionale sport, accordi internazionali.
La Camera approva la legge sul superbonus che blocca lo sconto in fattura e la cessione dei crediti. Approvata all'unanimità anche la riforma costituzionale sullo sport e tre accordi internazionali con Croazia, Libano e Moldova.
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Il tema centrale della giornata è stato il superbonus edilizio, l'incentivo che permetteva di ristrutturare casa risparmiando in modo importante sull'efficienza energetica. Il Governo di centrodestra ha trasformato in legge un suo decreto che blocca due strumenti molto usati: lo "sconto in fattura" (il cliente non anticipa i soldi) e la "cessione del credito" (il bonus viene girato a una banca o a un'impresa in cambio di liquidità). Si tratta della conversione del decreto sulla cessione dei crediti (DDL 889). Nel pomeriggio la Camera ha poi affrontato una proposta di modifica della Costituzione per inserirvi lo sport (PdL costituzionale 715), e tre accordi internazionali da ratificare con Croazia, Libano e Moldova.
La Camera ha approvato la legge sul superbonus. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore, sostenendo che il vecchio meccanismo stava mettendo a rischio i conti pubblici. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Azione-Italia Viva e i Verdi-Sinistra) hanno votato contro, accusando il Governo di danneggiare imprese e famiglie e di aver lasciato irrisolti circa 19 miliardi di crediti "incagliati" (lavori già fatti ma non ancora pagati). Prima del voto sono stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati dai Cinque Stelle, cioè impegni che chiedevano al Governo di cambiare la norma. La riforma costituzionale sullo sport (PdL 715) è stata invece approvata da tutti i gruppi insieme, anche se serviranno altri passaggi prima che diventi definitiva. Approvate all'unanimità anche le tre ratifiche internazionali (DDL 770, DDL 795 e PdL 873).
Subito dopo il voto sul superbonus è scoppiato un acceso scontro in Aula. I deputati dei Cinque Stelle hanno mostrato caschi gialli da cantiere e gilet da lavoro per protestare contro il blocco dei cantieri. Dai banchi del centrodestra sono partiti cori da stadio ("Andate a lavorare!"), a cui i Cinque Stelle hanno risposto a voce alta. Il Presidente della Camera ha dovuto sospendere brevemente la seduta per riportare la calma. Un deputato dei Verdi-Sinistra ha definito la scena indegna del Parlamento. Più volte le opposizioni hanno protestato per l'assenza del Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che non era presente nonostante le richieste di chiarimenti sui presunti "buchi" di bilancio causati dal superbonus.
È tornato spesso il tema del PNRR, il piano di investimenti finanziato con i fondi europei. Le opposizioni hanno chiesto che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga a riferire in Aula, dopo le parole del capogruppo della Lega che aveva ipotizzato di rinunciare a una parte di quei fondi. Un deputato dei Verdi-Sinistra ha chiesto inoltre la presenza in Aula del Ministro dell'Interno per i fatti di sicurezza nel napoletano. Nella discussione sullo sport in Costituzione, deputati di tutti gli schieramenti hanno sottolineato il valore educativo, sociale e di salute dello sport, ricordando che molte famiglie non possono permettersi di far praticare attività fisica ai figli.
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