Camera, seduta n. 81 del 3 aprile 2023: superbonus, sconto in fattura, cessione del credito

Seduta n. 81 della Camera dei Deputati, 03/04/2023.

Argomenti: superbonus, sconto in fattura, cessione del credito, incentivi edili.

La Camera esamina il decreto governativo che ridimensiona il superbonus e gli incentivi per ristrutturazioni. Discusse decine di ordini del giorno presentati dalle opposizioni, solo quattro approvati. Seduta tesa con critiche sulla via Rasella e accuse sulla gestione economica.

Sintesi AI della seduta

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Camera, seduta del 3 aprile 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La Camera ha proseguito l'esame di una legge del Governo di centrodestra che limita fortemente il superbonus e gli altri incentivi per ristrutturare casa (DDL 889). Il punto più contestato è l'addio a due strumenti molto usati: lo sconto in fattura (il cliente paga meno e l'impresa recupera la differenza dallo Stato) e la cessione del credito (il bonus si può vendere a banche o ad altri al posto di aspettarne il rimborso negli anni). Il cuore vero della legge era già stato approvato pochi giorni prima; in questa giornata i deputati hanno discusso e votato decine di richieste di impegno al Governo, chiamate ordini del giorno (proposte che chiedono al Governo di fare qualcosa, ma che non lo obbligano). Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra-Verdi) hanno chiesto a turno di salvare lo sconto in fattura e la cessione del credito, soprattutto per le famiglie più povere.

Cosa hanno deciso

La Camera ha votato 50 di queste richieste e ne ha approvate solo quattro, e solo dopo che il Governo le aveva riscritte rendendole più blande. Tutte le altre 46 sono state respinte: la maggioranza di centrodestra ha detto no, con circa 150-160 voti contrari contro un centinaio di favorevoli. Le quattro approvate, tra cui una sulle ricariche per chi vive all'estero e una sugli edifici nelle zone con il bradisismo (terreno che si solleva e si abbassa), erano impegni generici a "valutare l'opportunità" di intervenire in futuro. Il voto definitivo sulla legge non c'è stato: alle ore 20 la seduta è stata interrotta, con una trentina di richieste ancora da votare, e tutto è stato rinviato al giorno dopo, 4 aprile.

Momenti notevoli

La giornata è stata molto tesa. All'inizio del pomeriggio alcuni deputati di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra-Verdi hanno duramente criticato le frasi del Presidente del Senato La Russa sull'attentato partigiano di via Rasella del 1944, e uno di loro ne ha chiesto le dimissioni. Durante i voti ci sono stati applausi polemici dei banchi di Fratelli d'Italia e diversi richiami all'ordine. Più volte i deputati delle opposizioni hanno accusato la maggioranza di aver promesso in campagna elettorale di difendere il superbonus e di averlo poi smontato, e hanno chiesto che la Presidente del Consiglio Meloni o il Ministro dell'Economia venissero a spiegare in aula il presunto "buco" da circa 40 miliardi di euro che il Governo attribuisce a questi bonus.

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta alcuni deputati hanno sollevato questioni non legate alla legge. Un deputato del Partito Democratico ha denunciato la chiusura annunciata di un grande magazzino della logistica di Amazon ad Arquà Polesine (Rovigo), con 130 famiglie a rischio di perdere il lavoro, annunciando una richiesta di chiarimenti al ministro competente. Un deputato del Movimento 5 Stelle ha attaccato lo stato dei treni della Circumvesuviana in Campania e la gestione del presidente di Regione. Un deputato di Sinistra-Verdi ha criticato nuovi accordi che, secondo lui, indeboliscono i controlli a sorpresa degli ispettori del lavoro nei cantieri, in un momento in cui gli incidenti sul lavoro restano molto frequenti.

Tutte le votazioni della seduta

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