Seduta n. 80 della Camera dei Deputati, 31/03/2023.
Argomenti: identità digitale SPID, smaltimento nucleare, finanziamenti fossili, conflitto di interessi.
La Camera ha discusso di tre interpellanze urgenti: lo SPID e l'identità digitale, la gestione della società Sogin che smantella impianti nucleari, e i finanziamenti pubblici ai combustibili fossili tramite SACE. Accesa protesta dell'opposizione su conflitti di interessi e mancato rispetto degli impegni climatici di Glasgow.
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Era un venerdì, il giorno che la Camera dedica alle interpellanze urgenti, cioè le domande con cui i deputati chiedono spiegazioni immediate al Governo su un fatto preciso. Sono stati affrontati tre temi. Il primo riguardava lo SPID, l'identità digitale che permette di accedere ai servizi pubblici online: un'opposizione (Cinque Stelle) voleva sapere se il Governo intendesse davvero "spegnerlo" (interpellanza 2-00109). Il secondo riguardava Sogin, la società di Stato che smantella i vecchi impianti nucleari italiani, e i dubbi su come viene gestita (interpellanza 2-00089). Il terzo riguardava i soldi pubblici usati per finanziare petrolio, carbone e gas all'estero, tramite la società SACE (interpellanza 2-00114). Non sono state prese decisioni con un voto: in questa giornata si è solo discusso.
In una seduta del venerdì come questa non si vota nulla: il Governo risponde e i deputati dicono se sono soddisfatti. Sul tema SPID, il sottosegretario Alessio Butti ha rassicurato che nessuno lo spegnerà: i tre strumenti esistenti (SPID, la carta d'identità elettronica e la tessera sanitaria) resteranno e confluiranno gradualmente nel futuro portafoglio digitale europeo previsto per il 2025. La deputata che aveva posto la domanda, Chiara Appendino (Cinque Stelle), si è detta solo in parte soddisfatta. Sugli altri due temi, Sogin e i finanziamenti ai combustibili fossili, il Governo ha risposto ma chi aveva fatto le domande non si è ritenuto soddisfatto. Nessuna legge è entrata in vigore in questa giornata.
Il momento più acceso è arrivato alla fine, sul tema dei combustibili fossili. Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra) ha protestato perché il Governo non aveva risposto a una sua domanda precisa: il presidente della società pubblica SACE, che garantisce finanziamenti alle imprese energetiche, siede anche nel consiglio di amministrazione dell'ENI, una delle aziende che da quei finanziamenti trae beneficio. Bonelli lo ha definito un possibile conflitto di interessi e ha chiesto alla presidenza dell'aula di ricordare al Governo che rispondere alle domande dei parlamentari non è una cortesia, ma un dovere. Ha inoltre sostenuto che l'Italia non sta rispettando gli impegni presi nel 2021 a Glasgow alla conferenza sul clima COP26 di smettere di finanziare i combustibili fossili all'estero entro il 2023.
La Camera ha registrato alcuni passaggi burocratici, senza dibattito. È stato annunciato che il Governo ha presentato un nuovo decreto contro il caro-energia, con aiuti a famiglie e imprese per le bollette di luce e gas (decreto-legge n. 34 del 2023, DDL 1060), affidato alle commissioni competenti per l'esame. Sono state inoltre annunciate diverse nuove proposte di legge depositate dai deputati, tra cui una sul sostegno alle start-up (1061), una su un fondo per le gite scolastiche (1063) e una, di iniziativa di un organismo consultivo dello Stato (il CNEL), sul diritto delle persone guarite dal cancro a non vedersi penalizzate per la malattia passata, il cosiddetto diritto all'oblio oncologico (1066).
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