Camera, seduta n. 79 del 30 marzo 2023: superbonus, crediti edilizi incagliati, fiducia al governo

Seduta n. 79 della Camera dei Deputati, 30/03/2023.

Argomenti: superbonus, crediti edilizi incagliati, fiducia al governo, statistiche europee, PNRR.

La Camera approva con fiducia il decreto sul superbonus e sulla cessione dei crediti edilizi. La maggioranza di centrodestra sostiene la misura per evitare problemi con i conti pubblici secondo le regole europee, mentre le opposizioni contestano l'assenza di una vera soluzione ai crediti incagliati.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 30 marzo 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata alla Camera è stata quasi tutta dedicata a una sola legge: quella che trasforma in legge definitiva un decreto del Governo sul superbonus e sulla cessione dei crediti edilizi (A.C. 889). Il superbonus è l'incentivo che permetteva di ristrutturare casa scaricando gran parte della spesa sullo Stato e cedendo il credito ad altri (per esempio alla banca o all'impresa). Il decreto del Governo aveva bloccato questa cessione, lasciando molte imprese con crediti che non riuscivano più a vendere (i cosiddetti "crediti incagliati"). Il Governo ha chiesto un voto di fiducia, cioè ha legato l'approvazione della legge alla propria sopravvivenza, impedendo così di votare le singole modifiche.

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato la fiducia e quindi la legge: 185 voti a favore, 121 contrari e 4 astenuti. Hanno votato sì la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati). Hanno votato no le opposizioni di centrosinistra: il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva, e i Verdi e Sinistra. Il gruppo delle Minoranze Linguistiche si è astenuto sulla fiducia, annunciando però voto favorevole sul contenuto. Con questo voto la legge passa, ma l'esame non è finito del tutto: il lavoro sui suggerimenti finali (gli ordini del giorno, cioè inviti non vincolanti al Governo) è stato rinviato a lunedì 3 aprile.

Momenti notevoli

Il punto più contestato è stato che il decreto, pur essendo nato per sbloccare i crediti rimasti fermi, secondo le opposizioni non conteneva una vera soluzione a quel problema: il Governo ha rinviato la questione a un accordo privato con le banche, fuori dalla legge. La maggioranza ha replicato che intervenire era necessario perché l'Europa (tramite l'ufficio statistico Eurostat) aveva imposto di contare quei crediti come debito dello Stato, mettendo a rischio i conti pubblici. Molto citato il debito pubblico italiano, sceso secondo il Movimento 5 Stelle dal 149% al 144% del PIL (il PIL è tutto quello che il Paese produce in un anno; un debito al 144% significa che lo Stato deve più di tutto quello che il Paese produce in un anno). Un deputato di Italia Viva ha anche chiesto di cambiare le regole interne che obbligano la Camera a votare due volte su ogni legge con la fiducia.

Altri temi toccati durante la giornata

Durante gli interventi il dibattito si è allargato oltre il superbonus. I Verdi e Sinistra hanno parlato di clima e di ritardi nel PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea), ricordando che il ministro Raffaele Fitto aveva ammesso a Bruxelles (la città dove ha sede l'Unione Europea) che alcuni progetti rischiano di non rispettare i tempi. Le opposizioni hanno criticato l'assenza in Aula del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, chiamato a spiegare i conti. La maggioranza ha invece rivendicato risultati su occupazione e lotta al caro energia. Nella parte burocratica della seduta sono state inoltre annunciate alcune nuove proposte di legge e assegnazioni di lavori alle commissioni, senza dibattito.

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