Seduta n. 20 del Senato della Repubblica, 20/12/2022.
Argomenti: decretoAiuti-quater, trivelle, superbonus, bollette energetiche, questione di fiducia.
Il Senato ha discusso il decreto Aiuti-quater da 9-10 miliardi di euro per ridurre le bollette energetiche, contenente il rilancio delle trivelle in mare e il taglio del superbonus edilizio dal 110 al 90 per cento. Il Governo ha posto la questione di fiducia, rinviando il voto al giorno seguente.
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Il Senato ha dedicato l'intera giornata al primo grande provvedimento economico del Governo Meloni, chiamato "decreto Aiuti-quater" (DDL 345, conversione del decreto-legge 176 del 2022). Si tratta di un pacchetto da circa 9-10 miliardi di euro per aiutare famiglie e imprese a pagare le bollette di luce e gas, rimaste altissime a causa della guerra in Ucraina. Lo stesso decreto contiene però due misure molto contestate: il rilancio dell'estrazione di gas dai fondali marini italiani (le cosiddette "trivelle" in Adriatico e nel delta del Po) e il taglio del superbonus per l'edilizia, l'incentivo che copriva il 110 per cento delle spese di ristrutturazione e che ora scende al 90 per cento. Buona parte della seduta è stata una discussione generale, cioè un giro di interventi in cui ogni gruppo ha detto la sua senza ancora votare il testo nel merito.
Le opposizioni di sinistra (Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) avevano chiesto al Senato di bocciare in partenza il decreto per un presunto contrasto con la Costituzione, che dal 2022 tutela espressamente l'ambiente. Questa richiesta (chiamata "questione pregiudiziale") è stata respinta dall'Aula: il Senato ha votato per andare avanti con l'esame del decreto. Il numero esatto dei voti non compare nel resoconto della discussione, quindi sappiamo solo che la richiesta non è passata. Subito dopo, il Governo ha annunciato che porrà la "questione di fiducia": in pratica, l'Aula dovrà approvare il testo così com'è, senza poter cambiare nulla, altrimenti il Governo cade. Il voto vero e proprio è stato rinviato al giorno seguente, il 21 dicembre. Per questo motivo nessuna legge è stata approvata definitivamente in questa giornata.
Il momento più acceso è arrivato quando un senatore del Movimento 5 Stelle, parlando in Aula, ha fatto notare che sui banchi del Governo non c'era nessun rappresentante ad ascoltare. Il presidente di turno, Maurizio Gasparri, ha confermato l'assenza e ha minacciato di sospendere la seduta finché non fosse arrivato un membro del Governo; la situazione si è risolta con l'arrivo della sottosegretaria Isabella Rauti. Tono molto teso anche durante l'ultimo intervento, quello di un senatore di Fratelli d'Italia, accompagnato da forti proteste dai banchi dei Cinque Stelle e da ripetuti richiami all'ordine. Più volte i parlamentari delle opposizioni hanno ricordato che nel 2016 Giorgia Meloni e Matteo Salvini avevano fatto campagna contro le trivelle, accusando ora la maggioranza di aver cambiato idea.
Si è parlato molto del superbonus e del fatto che migliaia di imprese edili rischiano il fallimento perché non riescono a vendere alle banche i crediti fiscali accumulati con i lavori già fatti. Forza Italia e Lega hanno difeso il decreto rivendicando l'accordo raggiunto a Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea, su un tetto al prezzo del gas (il "price cap"). Le opposizioni di centrosinistra hanno invece criticato la mancanza di aiuti per le famiglie più povere, ad esempio la possibilità di pagare le bollette a rate o il divieto di staccare luce e gas a chi non riesce a pagare. Sono stati citati anche altri argomenti contenuti nel decreto, come fondi per lo sport e gli enti locali, la grande opera stradale della Gronda di Genova e il sostegno alle terme di Montecatini.
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