Seduta n. 290 della Camera dei Deputati, 10/05/2024.
Argomenti: Industria italiana autobus, raduni neofascisti, ponte dello Stretto.
Seduta dedicata a interpellanze urgenti dell'opposizione su temi diversi: futuro dell'Industria italiana autobus, ritardo sulla piattaforma per i referendum, comportamento della polizia a raduni neofascisti a Como, ricerca di un palazzo in affitto da parte del Ministero delle Infrastrutture e contratti sul ponte dello Stretto di Messina. Tutti i deputati si sono dichiarati insoddisfatti delle risposte del Governo.
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Questa è stata una seduta del venerdì interamente dedicata a domande rivolte al Governo dai gruppi di opposizione (le cosiddette interpellanze urgenti, cioè richieste formali di chiarimenti a cui un membro del Governo deve rispondere in aula). I temi erano cinque e molto diversi tra loro. Il Partito Democratico ha chiesto conto del futuro della Industria italiana autobus, l'unica azienda che produce autobus in Italia, con stabilimenti a Bologna e a Flumeri (Avellino) e 600 lavoratori: lo Stato sta uscendo dal capitale e i sindacati temono che l'azienda finisca a un gruppo privato che non si occupa di autobus. Più Europa ha contestato il fatto che, a oltre due anni dalla scadenza fissata per legge, il Governo non abbia ancora attivato la piattaforma online per raccogliere le firme dei referendum. Il Partito Democratico ha poi chiesto come si sia comportata la polizia durante due raduni neofascisti tenutisi il 28 aprile a Dongo e Giulino di Mezzegra, in provincia di Como. Il Movimento Cinque Stelle ha attaccato la scelta del Ministero delle Infrastrutture di cercare un palazzo in affitto a Roma. Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto di rendere pubblici i contratti sul ponte sullo Stretto di Messina.
In questa seduta non è stato deciso e non è stato votato nulla: nessuna legge è stata approvata. Le interpellanze urgenti servono solo a ottenere risposte dal Governo, non a deliberare. Per il Governo ha risposto a tutte e cinque le domande la stessa sottosegretaria (una viceministra con compiti specifici), Fausta Bergamotto, che si occupa di imprese ma rispondeva anche per conto degli altri ministeri chiamati in causa. In tutti e cinque i casi i deputati che avevano posto le domande si sono dichiarati insoddisfatti delle risposte ricevute. Sul caso della polizia a Dongo, il Governo ha riferito che 34 partecipanti ai raduni di estrema destra sono stati identificati e 12 sono stati denunciati alla magistratura per i reati previsti dalle leggi che vietano la propaganda fascista (legge Mancino e legge Scelba).
Il deputato del Partito Democratico Chiara Braga ha protestato perché a una domanda rivolta ai Ministri dell'Interno e della Giustizia, sui raduni neofascisti, abbia risposto una sottosegretaria che si occupa di tutt'altro, cioè di imprese, e non i ministri direttamente competenti. Anche il Movimento Cinque Stelle ha lamentato l'assenza in aula di un rappresentante del Ministero delle Infrastrutture sul tema del palazzo in affitto, che secondo loro costerebbe 7,5 milioni di euro all'anno (circa 70 milioni in nove anni) per affittare una sede quando il Ministero ne ha già tre gratuite. Sul ponte sullo Stretto, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha annunciato che scriverà di nuovo al Presidente della Camera perché gli viene negato l'accesso ai documenti, e che informerà direttamente la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di come il Ministro Matteo Salvini sta gestendo i contratti, che secondo lui vengono tenuti segreti pur riguardando 14,5 miliardi di euro di soldi pubblici.
Tra le comunicazioni di servizio, è stato annunciato l'arrivo alla Camera di un decreto del Governo sulle associazioni sindacali tra i militari e sull'operatività delle Forze armate (decreto-legge n. 61 del 2024), che inizierà l'esame in commissione. Sono stati inoltre fissati i tempi per discutere prossimamente due provvedimenti: uno sul rafforzamento della cybersicurezza e dei reati informatici (la sicurezza contro gli attacchi digitali) e uno contro il bullismo e il cyberbullismo. È stata anche annunciata la convocazione del Parlamento riunito (Camera e Senato insieme) per il 15 maggio, per eleggere un giudice della Corte costituzionale.
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