Camera, seduta n. 347 del 16 settembre 2024: valutazione studenti, ius scholae, caro scuola

Seduta n. 347 della Camera dei Deputati, 16/09/2024.

Argomenti: valutazione studenti, ius scholae, caro scuola, internati italiani.

Seduta di dibattiti sulla scuola con riforma della valutazione degli studenti, sulla cittadinanza e diritto allo studio con discussioni su costi crescenti, e su una giornata commemorativa per gli internati italiani nei campi nazisti.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Camera - seduta del 16 settembre 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

È stata una giornata di soli dibattiti, senza nessuna decisione finale: i deputati hanno aperto la discussione su quattro temi e poi hanno rinviato il voto ad altre sedute. Il primo tema è la scuola: una proposta del Governo, già passata al Senato, che riforma il modo di valutare gli studenti (ritorno del voto in condotta, giudizi sintetici alla scuola elementare al posto dei giudizi descrittivi, nuove sanzioni a tutela del personale scolastico) (DDL A.C. 1830). Il secondo tema è la cittadinanza: le opposizioni chiedono di rendere più facile diventare italiani per i ragazzi nati e cresciuti qui, ad esempio dopo un percorso di studi (il cosiddetto "ius scholae"), con tre proposte (mozioni 1-00314, 1-00317 e 1-00320). Il terzo è il diritto allo studio e il "caro scuola", cioè i costi sempre più alti di libri, materiale e trasporti per le famiglie (mozioni 1-00315, 1-00318, 1-00319 e 1-00321). Il quarto è una proposta di legge che istituisce una giornata dedicata agli internati italiani: i soldati e i civili deportati nei campi nazisti dopo l'8 settembre 1943 (proposta A.C. 1835-A, insieme a una proposta simile, A.C. 1851).

Cosa hanno deciso

In pratica nulla è diventato legge in questa seduta. Su tutti e quattro i temi i deputati hanno solo illustrato le proprie posizioni e poi hanno rimandato sia il voto sia il resto del confronto a giornate successive. Sulla scuola la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia e Lega) difende la riforma come un modo per restituire autorità ai docenti; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) la considerano punitiva e fatta senza ascoltare gli esperti. Sulla cittadinanza il Governo ha confermato il proprio "no": per il centrodestra la cittadinanza deve arrivare alla fine di un percorso e di norma alla maggiore età, non prima. Sulla giornata degli internati, invece, c'è ampio accordo tra tutti i partiti.

Momenti notevoli

Il momento più intenso è stato l'intervento del vicepresidente che guidava l'Aula, Sergio Costa, che ha letto in aula alcune pagine del diario di prigionia scritto da suo padre Nicola, deportato in Germania a soli 17 anni. Sul tema della cittadinanza la deputata Ouidad Bakkali ha raccontato la propria storia personale, essendo diventata italiana solo a 23 anni. C'è stato anche uno scambio formale: il presidente di seduta si è scusato con una deputata per averla chiamata al maschile. Più volte le opposizioni hanno criticato duramente il ministro dell'Istruzione Valditara, mentre la rappresentante del Governo ha respinto i riferimenti al processo Open Arms che riguarda il ministro Matteo Salvini, definendoli fuori tema.

Altri temi toccati durante la giornata

Nei dibattiti sono emersi numeri sul caro scuola: secondo le associazioni dei consumatori il corredo scolastico è arrivato a circa 647 euro a studente e i libri di testo sono aumentati del 18% rispetto all'anno prima. È stato ricordato che l'Italia spende per l'istruzione il 4% di quanto produce in un anno (il PIL, cioè la ricchezza che il Paese genera in dodici mesi), sotto la media internazionale del 4,9%. Alla fine della seduta un deputato ha portato solidarietà a un progetto sportivo di periferia a Roma, il "calcio sociale" di Corviale, dopo che a un educatore era stata bruciata l'auto. Per il giorno successivo è stata annunciata la riunione di deputati e senatori insieme per eleggere un giudice della Corte costituzionale (il tribunale che controlla se le leggi rispettano la Costituzione).

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