Seduta n. 7 del Senato della Repubblica, 09/11/2022.
Argomenti: NADEF bilancio pubblico, crisi energetica e bollette, extraprofitti aziende, reddito di cittadinanza, superbonus 110%.
Il Senato ha approvato il documento economico del Governo Meloni con il via libera alla spesa straordinaria di circa 30 miliardi di euro per calmierare i costi dell'energia. Approvazione della maggioranza centrodestra; opposizioni divise su diverse questioni tra cui la gestione dell'immigrazione e le trivellazioni.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il Senato ha esaminato il primo documento economico del nuovo Governo Meloni, insediatosi da circa due settimane. Si tratta di un aggiornamento dei conti pubblici (la cosiddetta NADEF, cioè il documento che dice come sta l'economia del Paese e quanto lo Stato può spendere nei prossimi anni). Il punto centrale era una richiesta al Parlamento: poter spendere più di quanto le regole europee normalmente consentirebbero, soprattutto per aiutare famiglie e imprese contro il caro bollette. Il Governo ha previsto circa 9 miliardi di euro da usare subito entro fine 2022 e altri 21 miliardi per il 2023, tutti destinati a calmierare il costo dell'energia.
Il Senato ha approvato il documento e dato il via libera alla spesa aggiuntiva. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) lo ha votato a favore; le opposizioni si sono divise. Il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle hanno detto sì solo alla parte sulla spesa per le bollette, ma hanno bocciato il documento nel suo insieme. Azione e Italia Viva hanno votato a favore della spesa contro il caro energia, ma si sono astenute sul documento generale. Il via libera alla spesa straordinaria richiedeva una maggioranza rafforzata: la prima votazione ufficiale ha registrato 183 voti favorevoli, 4 contrari e 5 astenuti su 192 votanti.
La discussione si è trasformata in un confronto sulle prime mosse del nuovo Governo, ben oltre i numeri di bilancio. Le opposizioni hanno criticato la norma cosiddetta «anti-rave», la reintegrazione dei medici non vaccinati e la gestione degli sbarchi dei migranti, citando il caso della nave Humanity 1 e i 35 migranti definiti «carico residuale». Si è discusso anche del ritorno alle trivellazioni in mare per estrarre gas e della scelta di rivedere il reddito di cittadinanza e il superbonus 110% (l'incentivo per ristrutturare gli edifici). Più volte è stata richiamata l'idea di tassare di più gli «extraprofitti» delle aziende energetiche, cioè i guadagni straordinari ottenuti grazie ai rincari.
Tornano molti dei nodi di fondo del Paese. Le opposizioni hanno lamentato l'assenza di scelte su sanità, scuola, salari e pensioni: secondo i loro conti la spesa per la sanità rispetto a quello che il Paese produce in un anno scenderebbe dal 7,1% al 6,1%. Il dibattito ha toccato anche l'inflazione, arrivata vicino al 12% (il livello più alto dal 1983), che riduce il valore degli stipendi e colpisce di più le famiglie povere. È stato ricordato il peso del debito pubblico e degli interessi da pagare, e l'importanza di spendere bene i fondi europei del PNRR (il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea per rilanciare l'economia dopo la pandemia).
Seduta precedente: n. 6 del 08/11/2022 · Seduta successiva: n. 8 del 16/11/2022