Seduta n. 20 della Camera dei Deputati, 06/12/2022.
Argomenti: riorganizzazione ministeri, PNRR, sovranità alimentare, sicurezza energetica, indipendenza magistratura.
La Camera approva in via definitiva la riorganizzazione dei ministeri del Governo Meloni. Il dibattito si concentra su cambiamenti nei nomi che segnano le nuove priorità su energia, agricoltura e ambiente, con scontri tra maggioranza e opposizioni su temi come sostenibilità e indipendenza della giustizia.
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La Camera ha approvato in via definitiva il primo provvedimento del nuovo Governo Meloni: una legge che riorganizza i ministeri e ne cambia i nomi (DDL 547). Per esempio il Ministero dello Sviluppo economico diventa Ministero delle Imprese e del "made in Italy", quello dell'Agricoltura aggiunge "sovranità alimentare", e dal Ministero dell'Ambiente sparisce la parola "transizione ecologica" mentre compare "sicurezza energetica". La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha spiegato che i nomi non sono dettagli, ma indicano le priorità del Governo. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Azione, Italia Viva e Sinistra) hanno criticato proprio quei cambiamenti, accusando il Governo di voler abbandonare i temi dell'ambiente, del digitale e dei trasporti sostenibili.
Alla fine la legge è stata approvata: 164 voti a favore e 131 contrari. La maggioranza ha quindi confermato la nuova organizzazione dei ministeri. Prima del voto finale, i deputati hanno esaminato decine di richieste di impegno al Governo (gli "ordini del giorno", cioè inviti non vincolanti a fare qualcosa). Quasi tutte quelle presentate dalle opposizioni sono state respinte. Sono passate invece due richieste sostenute anche dalla maggioranza, tra cui una proposta del deputato Enrico Costa per controllare con quali criteri le procure organizzano le conferenze stampa sulle indagini (ODG 9/547-A/9: 248 voti a favore, 45 contrari).
Il dibattito più acceso è stato proprio sulla proposta riguardante le conferenze stampa dei magistrati. I Cinque Stelle hanno parlato di "bavaglio" e di controllo della politica sulla giustizia; il centrodestra e Italia Viva hanno risposto che si tratta solo di tutelare le persone indagate, presunte innocenti finché non c'è una condanna definitiva. Dopo il voto, l'Aula si è fermata per ricordare Gerardo Bianco, ex deputato e ministro scomparso pochi giorni prima: deputati di tutti i partiti hanno preso la parola per commemorarlo. A fine giornata, la deputata Chiara Appendino (Cinque Stelle) ha ricordato il rogo della ThyssenKrupp di Torino, avvenuto quindici anni prima, e le sue sette vittime.
Nelle dichiarazioni finali sono entrati molti temi che vanno oltre i nomi dei ministeri. Si è parlato del PNRR, il grande piano di investimenti europei per l'Italia (oltre 200 miliardi di euro), con le opposizioni preoccupate che il Governo voglia rallentarlo o modificarlo. È tornato il tema del Mezzogiorno e di come saranno gestite le politiche per il Sud. Si è discusso di energia: il centrodestra ha difeso la ricerca di nuove fonti di gas, mentre Verdi e Sinistra hanno insistito sul puntare tutto sulle rinnovabili come sole e vento. Infine il termine "merito" aggiunto al nome del Ministero dell'Istruzione ha diviso l'Aula tra chi lo vede come premio all'impegno e chi teme che penalizzi i ragazzi più svantaggiati.
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