Seduta n. 365 della Camera dei Deputati, 15/10/2024.
Argomenti: Consiglio europeo, accordo Albania, crisi mediorientale, UNIFIL Libano.
La Camera ha discusso modifiche al regolamento interno e ascoltato la Presidente Meloni su temi europei: guerra in Ucraina, crisi mediorientale, competitività economica e immigrazione. Approvata la risoluzione della maggioranza mentre le opposizioni hanno contestato i toni sul Medio Oriente e l'accordo con l'Albania.
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La giornata ha avuto due momenti. Al mattino i deputati hanno cominciato a esaminare alcune modifiche alle regole interne con cui la Camera organizza i propri lavori (il cosiddetto Regolamento): tempi di intervento più brevi, procedure più snelle, con l'idea di farle entrare in vigore dal 1° gennaio 2025. Su questo punto maggioranza e opposizioni hanno lavorato insieme e i toni sono stati distesi. Nel pomeriggio la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta in aula a riferire in vista del vertice dei capi di governo europei (il Consiglio europeo) previsto per il 17 e 18 ottobre a Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea. I temi: la guerra in Ucraina, la crisi in Medio Oriente, come rendere l'economia europea più competitiva e la gestione dell'immigrazione.
Sulle comunicazioni della Presidente del Consiglio ogni gruppo ha presentato un proprio documento di indirizzo (una "risoluzione", cioè un testo che impegna il Governo su come comportarsi). L'aula ha approvato quella della maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), la risoluzione 6-00133. Le proposte delle opposizioni sono state in gran parte respinte: di queste sono stati approvati solo i singoli punti su cui il Governo era d'accordo. Riguardavano i Cinque Stelle (6-00134), Italia Viva (6-00135), Azione (6-00136), Verdi e Sinistra (6-00137), il Partito Democratico (6-00138) e +Europa (6-00139). La discussione sulle nuove regole della Camera, invece, è solo iniziata: il voto vero e proprio è rinviato ai giorni successivi.
Il confronto del pomeriggio è stato molto teso. Le opposizioni hanno accusato la Presidente del Consiglio di usare toni di rancore, soprattutto sull'immigrazione e sulle organizzazioni che soccorrono i migranti in mare. Meloni ha difeso l'accordo con l'Albania, dove l'Italia ha aperto centri per gestire alcune richieste di asilo, sostenendo che costa molto meno dell'accoglienza in Italia e che serve a scoraggiare le partenze. Proprio quella mattina i primi 16 migranti erano stati trasferiti da Lampedusa verso l'Albania: un deputato di Verdi e Sinistra ha chiesto al Governo di venire a spiegare in aula come vengono spesi quei fondi. Acceso anche lo scontro sul Medio Oriente: le opposizioni di sinistra hanno chiesto al Governo di definire "crimini di guerra" le azioni israeliane a Gaza e in Libano e di fermare la vendita di armi a Israele; la Presidente del Consiglio ha risposto puntando su una riduzione delle tensioni e sul mantenere il dialogo con tutti, Israele compreso.
Nella sua replica la Presidente del Consiglio ha anticipato che la prossima legge di bilancio conterrà una tassa sugli utili extra delle banche (gli "extraprofitti"). Il Presidente della Camera ha poi annunciato che giovedì 17 ottobre il Governo riferirà con urgenza, con il Ministro della Difesa, sugli attacchi alle basi della missione di pace dell'ONU in Libano (la missione UNIFIL), dove sono presenti circa mille militari italiani. A fine seduta singoli deputati hanno sollevato altre questioni: il futuro dell'azienda torinese Comau dopo la vendita decisa da Stellantis, l'abbattimento di centinaia di cervi deciso dalla Regione Abruzzo, un problema sulle pensioni anticipate dei lavoratori dei giornali e i rincari dell'assicurazione auto obbligatoria.
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