Seduta n. 338 del Senato della Repubblica, 05/08/2025.
Argomenti: riforma fiscale, gioco d'azzardo, slot machine, web tax, payback sanitario.
Il Senato approva definitivamente la riforma fiscale rinviata di un anno e introduce modifiche sul gioco d'azzardo e ai benefici per le grandi imprese. Discussioni accese su dipendenza dal gioco e payback sanitario.
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Il Senato si è occupato quasi solo di una legge del Governo che modifica e rimanda di un altro anno la grande riforma del fisco annunciata dalla maggioranza di centrodestra (DDL 1591). In pratica: il Governo ha avuto due anni di tempo per scrivere i decreti che mettono in pratica la riforma e, non avendoli ancora fatti, chiede altri dodici mesi (fino al 29 agosto 2026), più altri due anni dopo per eventuali correzioni (fino al 2028). Dentro la stessa legge ci sono però anche tre cambiamenti sostanziali: si allargano gli aiuti fiscali alle grandi imprese in crisi, si avvicina la posizione dei giudici tributari a quella dei giudici ordinari e, soprattutto, si cambia la regola sul gioco d'azzardo: dove la legge originale diceva che i limiti su quanto si può puntare e vincere alle slot machine andavano "diminuiti", adesso dice che vanno semplicemente "rivisti", lasciando al Governo la possibilità di non ridurli affatto.
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge in tarda mattinata (il testo era già stato votato dalla Camera e quindi diventa legge dello Stato). Tutti gli emendamenti delle opposizioni sono stati respinti, compresi quelli che chiedevano di legare gli aiuti alle grandi imprese all'impegno a non licenziare e quelli che volevano fissare distanze minime tra le sale gioco e scuole o ospedali. Il Governo ha però accettato cinque "ordini del giorno" (impegni morali, non vincolanti): tre del MoVimento 5 Stelle sui debiti tributari delle imprese in crisi, uno del PD sul gioco d'azzardo (la sua firmataria è Cristina Tajani, omonima ma non parente del ministro degli Esteri) e uno della maggioranza sulle accise per la navigazione interna. Sono stati invece respinti gli ordini del giorno che chiedevano di alzare la web tax (la tassa sui colossi digitali tipo Google, Amazon, Meta) dal 3% al 15% e di correggere il cosiddetto fiscal drag (un aumento nascosto delle tasse: quando i salari non crescono e l'inflazione cresce, si finisce automaticamente in una fascia di tassazione più alta senza guadagnare di più).
La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per undici lavoratori morti sul lavoro nella settimana precedente. Il dibattito sul gioco d'azzardo è stato il punto più acceso: il MoVimento 5 Stelle, il Partito Democratico e Sinistra hanno citato dati impressionanti (gli italiani spendono circa 150-160 miliardi di euro l'anno in slot machine e scommesse, ci sono oltre un milione di persone con problemi di dipendenza, decine di migliaia sono minorenni). Beatrice Lorenzin del PD, che era stata ministra della Salute, ha ricordato a Giorgia Meloni che, quando era all'opposizione, aveva promesso di abolire il gioco d'azzardo. Italia Viva, con Dafne Musolino, ha discusso a lungo con la relatrice della maggioranza sul payback sanitario (un sistema che obbliga le aziende che producono dispositivi medici a restituire allo Stato parte degli incassi), accusando la relatrice di averne attribuito la colpa solo a Matteo Renzi quando in realtà fu attuato sotto il Governo Draghi, di cui facevano parte ministri oggi nella stessa maggioranza. La presidenza della seduta è stata assunta a turno dalla vicepresidente Licia Ronzulli, dal vicepresidente Gian Marco Centinaio e infine dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha augurato buone vacanze prima della pausa estiva (il Senato torna il 10 settembre).
Sono stati presentati nuovi disegni di legge che si discuteranno dopo l'estate: una giornata della memoria per i Vigili del Fuoco caduti in servizio (DDL 1617), benefici pensionistici per i sommozzatori (DDL 1618), regole per estetisti e parrucchieri (DDL 1619), una proposta del MoVimento 5 Stelle per modificare la Costituzione sui diritti delle persone con disabilità (DDL costituzionale 1620) e una della Lega per dare più poteri al Comune di Milano (DDL costituzionale 1621). Sono state depositate alcune interrogazioni interessanti: una di Carlo Calenda sui prezzi dell'elettricità (in Italia l'energia in borsa costa l'86% in più della media europea, e tre società regolate, Terna, SNAM e Italgas, hanno margini di profitto del 48-51%, contro il 6-8% delle equivalenti francesi e tedesche), una sul personale insufficiente nella Procura di Torino (carenze fino al 50%) e una su una villa da 7 milioni di euro a Pesaro intestata alla presidente del Senato russo Valentina Matvienko, fedelissima di Putin colpita dalle sanzioni europee, mai sequestrata. In chiusura il senatore Francesco Verducci del PD ha riferito della sua partecipazione, in rappresentanza del Consiglio d'Europa, alla commemorazione ad Auschwitz dello sterminio di rom e sinti per mano nazista.
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