Camera, seduta n. 510 del 14 luglio 2025: salario minimo, conflitto israeliano-palestinese

Seduta n. 510 della Camera dei Deputati, 14/07/2025.

Argomenti: salario minimo, conflitto israeliano-palestinese, giornalisti uccisi, riforma fiscale.

La Camera ha discusso l'estensione dei termini per l'attuazione della riforma fiscale, due mozioni sul salario minimo per i lavoratori poveri, due mozioni sulla cooperazione militare con Israele in protesta per Gaza, e una proposta di legge per istituire una Giornata nazionale dedicata ai giornalisti uccisi. Dibattiti carichi senza votazioni.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Camera - seduta del 14 luglio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è stata dedicata a quattro grandi temi, ma solo a discuterli, non a votarli: tutte le decisioni vere sono state rinviate ai giorni successivi. Primo tema, una proposta del Governo per allungare di altri 18 mesi (fino al 29 agosto 2026) il tempo a disposizione per scrivere i decreti che attuano la riforma fiscale già approvata nel 2023 (DDL 2384). Secondo tema, due proposte di indirizzo al Governo (dette «mozioni», cioè impegni che la Camera chiede all'Esecutivo di assumere) sulla povertà di chi lavora ma non guadagna abbastanza per vivere: una unitaria di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra), che chiede tra l'altro un salario minimo di 9 euro lordi all'ora (mozione 1-00444), e una di Italia Viva con un approccio diverso, basato su sgravi e welfare aziendale (mozione 1-00475). Terzo tema, due mozioni che chiedono di rivedere il rapporto militare con Israele, per protesta contro la guerra a Gaza: la più dura, di Cinque Stelle, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, chiede di disdire l'accordo di cooperazione militare del 2003 (mozione 1-00465); quella di Italia Viva è più morbida e chiede solo il pieno rispetto della legge italiana sulle armi (mozione 1-00474). Quarto tema, una proposta di legge bipartisan (firmata da deputati di tutti i gruppi) per istituire una Giornata nazionale, ogni 3 maggio, in memoria dei giornalisti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro (PdL 1447).

Cosa hanno deciso

Niente, in questa seduta. È stata una giornata di soli interventi: chi presenta le proposte le illustra, gli altri replicano, ma non si vota. I voti veri arriveranno nelle sedute successive. Nei dibattiti la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) ha difeso le proprie posizioni: sulla riforma fiscale ha rivendicato il taglio del cuneo (cioè la riduzione delle tasse e dei contributi sulla busta paga) e i record occupazionali; sul salario minimo si è detta contraria, preferendo i contratti firmati dai sindacati; sul rapporto con Israele ha ribadito che dopo il 7 ottobre 2023 l'Italia ha già bloccato tutte le nuove esportazioni di armi, e che disdire l'accordo del 2003 indebolirebbe la diplomazia italiana. Le opposizioni hanno rovesciato ciascun punto: la riforma fiscale viene rimandata perché è fallita, il salario minimo c'è in 22 Paesi UE su 27 e funziona, e continuare la cooperazione militare con il governo Netanyahu rende l'Italia complice del «genocidio» a Gaza (parola usata ripetutamente da Cinque Stelle, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra).

Momenti notevoli

Il momento più carico della giornata è stato il dibattito su Gaza. Il deputato Filiberto Zaratti (Alleanza Verdi e Sinistra) ha letto i nomi di sei bambini palestinesi uccisi il giorno prima mentre erano in fila per l'acqua. Riccardo Ricciardi (Cinque Stelle) ha provocato la maggioranza ricordando che le leggi razziali del 1938 furono firmate dal regime fascista, scatenando la protesta del deputato di Fratelli d'Italia Vincenzo Amich; il Vicepresidente Giorgio Mulè ha dovuto richiamare l'aula all'ordine. Tutti gli oratori delle opposizioni hanno espresso solidarietà a Francesca Albanese, la giurista italiana che lavora all'ONU sui diritti dei palestinesi e che pochi giorni prima era stata sanzionata dal Segretario di Stato americano Marco Rubio: hanno chiesto al Ministro degli Esteri Antonio Tajani di pronunciarsi pubblicamente, cosa che a quel punto non aveva ancora fatto. All'apertura della seduta i deputati Claudio Stefanazzi (Partito Democratico) ed Enrica Alifano (Cinque Stelle) avevano chiesto che la Premier Giorgia Meloni venisse subito in aula a riferire sui dazi al 30% minacciati da Donald Trump verso l'Europa, ma la Presidenza si è limitata a «prendere atto».

Altri temi toccati durante la giornata

Tra le comunicazioni di routine, è stata annunciata una nuova proposta di legge della Lega (firmata da Igor Iezzi) per introdurre il reato penale di chi non si ferma a un posto di blocco di polizia (PdL 2512), e una proposta del Consiglio regionale della Sardegna per tornare all'elezione diretta dei presidenti di provincia (PdL 2513). È stato anche cambiato il titolo a una proposta di legge della deputata Chiara Gribaudo (Partito Democratico) sulla cassa integrazione per i rider (i fattorini delle consegne a domicilio in bicicletta o motorino): ora si chiama, in modo più tecnico, «integrazioni salariali» (PdL 2175). Nella discussione sulla riforma fiscale è emerso un altro tema sensibile: la maggioranza vuole rivedere i limiti su quanto si può puntare e quanto si può vincere ai giochi d'azzardo, e le opposizioni temono che questo significhi alzarli, in contrasto con le indicazioni dell'Istituto superiore di sanità sul gioco patologico.

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