Seduta n. 54 del Senato della Repubblica, 05/04/2023.
Argomenti: superbonus, crediti fiscali, ristrutturazioni abitative, cedibilità del credito.
Il Senato approva in via definitiva il decreto crediti che modifica le regole del superbonus per le ristrutturazioni abitative, limitando la cessione del credito fiscale. La votazione vede la maggioranza di centrodestra prevalere sulle opposizioni di centrosinistra.
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Il tema centrale è stato il cosiddetto "decreto crediti", cioè il decreto del Governo che cambia le regole del superbonus e degli altri bonus per ristrutturare casa (DDL n. 636). Il punto più controverso è il blocco della possibilità di "cedere il credito": fino a oggi chi faceva i lavori poteva girare lo sconto fiscale alla ditta o alla banca, e così non doveva anticipare i soldi. Il Governo ha deciso di fermare questo meccanismo, sostenendo che era costoso per lo Stato e fonte di truffe. Il provvedimento era già stato approvato dalla Camera, quindi al Senato si trattava solo di confermarlo. In apertura i partiti hanno anche litigato sul calendario dei lavori e su una proposta delle opposizioni di dedicare una giornata, prima del 25 aprile, al tema delle feste della Liberazione.
Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto crediti, che quindi diventa legge. Il Governo aveva chiesto la "fiducia", cioè ha legato l'approvazione del testo alla propria sopravvivenza: in pratica i senatori potevano solo dire sì o no all'intero decreto, senza modificarlo. Hanno votato a favore in 94 (la maggioranza di centrodestra: Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i centristi di Noi Moderati), contro in 72 (le opposizioni di centrosinistra: Partito Democratico, Cinque Stelle, Sinistra e Verdi, più il terzo polo di Azione e Italia Viva), con 2 astenuti. Da oggi resta valida la detrazione fiscale per chi ristruttura, ma non si potrà più, salvo eccezioni, scaricare il costo sulla banca o sull'impresa. Approvata anche, all'unanimità, una modifica al calendario per discutere il 20 aprile la proposta delle opposizioni sulle feste del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno.
La giornata è stata segnata da uno scontro acceso in apertura: il capogruppo del PD ha sforato i tempi previsti e ha collegato il dibattito alle polemiche sui fatti storici della Resistenza, venendo richiamato dal presidente di turno. Sul merito del superbonus le posizioni sono state durissime e speculari: la maggioranza ha parlato di una misura che ha favorito soprattutto i più ricchi e provocato circa 9 miliardi di truffe e 19 miliardi di crediti "incagliati" (cioè soldi che le imprese hanno maturato ma non riescono a incassare); i Cinque Stelle, che avevano creato il superbonus durante la pandemia, lo hanno difeso come una misura che ha rilanciato l'economia e creato quasi un milione di posti di lavoro. Più volte i senatori hanno rivolto auguri di pronta guarigione a Silvio Berlusconi, ricoverato in ospedale.
Una senatrice dei Cinque Stelle ha portato in aula l'allarme per la criminalità a Napoli, dopo alcune sparatorie, chiedendo più risorse e attenzione per le periferie. Un senatore di Fratelli d'Italia ha ricordato le 309 vittime del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, di cui ricorreva l'anniversario, sottolineando che parte del Governo si trovava in quel momento alla cerimonia in città. È stato citato spesso anche il PNRR (il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea), con le opposizioni preoccupate che i ritardi possano far perdere all'Italia parte di quei fondi.
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