Senato, seduta n. 283 del 11 marzo 2025: femminicidio, violenza domestica, protezione vittime

Seduta n. 283 del Senato della Repubblica, 11/03/2025.

Argomenti: femminicidio, violenza domestica, protezione vittime, diritti processuali.

Il Senato ha approvato all'unanimità una legge contro i femminicidi che vieta agli assassini di decidere sulla sepoltura delle vittime e impedisce la cremazione durante le indagini. La legge ha ricevuto il consenso trasversale di maggioranza e opposizioni.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta del 11 marzo 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha discusso e approvato una legge che riguarda i femminicidi e, più in generale, le persone uccise in casa o dalla propria famiglia (DDL 1261). La proposta nasce da un dato preciso: gran parte dei femminicidi è commessa dal partner o da un parente. La legge serve a impedire che proprio l'assassino possa decidere cosa fare del corpo della vittima, ad esempio chiedendone la cremazione per far sparire le prove. La proposta porta la firma della senatrice Giulia Bongiorno (Lega), già autrice in passato del cosiddetto "codice rosso" contro la violenza sulle donne.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato la legge. In pratica, chi è condannato per l'omicidio o per i maltrattamenti che hanno causato la morte di un familiare perde il diritto di decidere su sepoltura, cremazione o tumulazione. Inoltre, finché è in corso un'indagine, la cremazione resta vietata, così che il corpo possa essere esaminato. La cosa più notevole è che la legge è passata con il voto favorevole sia della maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) sia delle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra). Lungo il percorso in commissione sono state accolte alcune modifiche proposte dalle opposizioni.

Momenti notevoli

La giornata si è aperta con una scena fuori dal comune: l'Aula era quasi vuota perché i Cinque Stelle avevano deciso di essere a Strasburgo (sede del Parlamento europeo) per protestare. Il loro capogruppo, Stefano Patuanelli, è rimasto da solo in Senato e ha attaccato il piano europeo per il riarmo chiamato "ReArm Europe", criticando la scelta di spendere 800 miliardi in armi e l'assenza della presidente del Consiglio dai dibattiti sulle crisi internazionali. Alla fine ha mostrato una bandiera della pace insieme a quella europea, ma la presidente di turno gli ha chiesto di toglierla perché il regolamento non consente di esporre bandiere in Aula. Durante la discussione finale, alcuni interventi sono stati disturbati dal brusio e la presidenza ha dovuto richiamare l'Aula al silenzio.

Altri temi toccati durante la giornata

Diversi senatori hanno usato il dibattito per ricordare che, secondo loro, le pene più severe da sole non bastano a fermare la violenza sulle donne: serve anche investire nella cultura, nell'educazione e nella prevenzione. È stato annunciato che il giorno seguente il Senato avrebbe discusso una legge quadro sulla ricostruzione dopo le calamità naturali. Infine sono stati salutati alcuni ospiti presenti in tribuna, tra cui una delegazione di commercianti di Bolzano e una scolaresca di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia.

Le leggi votate in questa seduta

Tutte le votazioni della seduta

Seduta precedente: n. 282 del 06/03/2025 · Seduta successiva: n. 284 del 12/03/2025

Tutte le sedute di Camera e Senato.