Senato, seduta n. 331 del 22 luglio 2025: separazione carriere magistrati, femminicidio

Seduta n. 331 del Senato della Repubblica, 22/07/2025.

Argomenti: separazione carriere magistrati, femminicidio, riforma costituzionale, fine vita.

Il Senato ha approvato la riforma costituzionale che separa le carriere dei magistrati, mentre ha iniziato la discussione sulla nuova legge contro il femminicidio, che prevede l'ergastolo per chi uccide una donna in quanto donna. Scontri accesi sulla giustizia, consenso sul femminicidio.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato, seduta del 22 luglio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è stata divisa in due grandi temi. La mattina e il primo pomeriggio sono stati dedicati alla riforma costituzionale che separa le carriere dei magistrati, cioè la regola che fino a oggi permette ai pubblici ministeri (chi accusa) e ai giudici (chi giudica) di passare da un ruolo all'altro nel corso della carriera. La riforma, voluta dal Governo e già passata alla Camera, vuole creare due percorsi distinti e due organi separati per gestirli (DDL costituzionale 1353). Nel pomeriggio invece il Senato ha cominciato a discutere una legge molto attesa che introduce per la prima volta nel codice penale il reato di "femminicidio", cioè uccidere una donna in quanto donna, punito con l'ergastolo (DDL 1433).

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato in via definitiva, da parte sua, la riforma sulla separazione delle carriere. Trattandosi di una riforma costituzionale, però, il percorso non finisce qui: la legge dovrà tornare in Parlamento per una seconda lettura e quasi sicuramente sarà sottoposta a un referendum confermativo nella primavera del 2026, dove l'ultima parola spetterà ai cittadini. Sulla legge contro il femminicidio non si è votato oggi: il Senato ha solo iniziato la discussione, e tutti i gruppi politici (sia la maggioranza di centrodestra sia le opposizioni di centrosinistra) hanno annunciato che voteranno a favore. Il voto vero e proprio è previsto per il giorno successivo, mercoledì 23 luglio.

Momenti notevoli

La discussione sulla riforma della giustizia è stata molto accesa. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) e una parte dell'opposizione (Azione di Carlo Calenda) hanno difeso la riforma come la realizzazione di un progetto di Silvio Berlusconi e di un'idea sostenuta in passato anche da Giovanni Falcone. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva di Matteo Renzi e Sinistra-AVS) hanno parlato di "vendetta politica" contro i magistrati e hanno annunciato che chiederanno ai cittadini di bocciare la riforma al referendum. Lo scontro più duro è stato tra Matteo Renzi e il presidente del Senato Ignazio La Russa: Renzi ha lamentato di non essere lasciato parlare in silenzio, La Russa gli ha risposto che il regolamento vale uguale per maggioranza e opposizione. Sul femminicidio invece il clima è stato del tutto diverso: tutti i gruppi hanno ringraziato le due relatrici, la senatrice della Lega Giulia Bongiorno (che è anche presidente della Commissione Giustizia) e la senatrice di Fratelli d'Italia Susanna Donatella Campione, perché in Commissione era stato accettato anche un emendamento dell'opposizione per rendere la nuova norma più precisa.

Altri temi toccati durante la giornata

Alla fine della seduta diversi senatori hanno preso la parola su questioni non in agenda. Walter Verini (PD) ha letto in Aula la lettera di addio di Laura Santi, attivista perugina malata di sclerosi multipla che il giorno prima aveva scelto il suicidio assistito; ha chiesto al Parlamento di approvare finalmente una legge sul fine vita che consenta a chi è in sofferenza estrema di decidere quando smettere. Alessandra Maiorino (Cinque Stelle) ha denunciato un suo scambio in Aula con il ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla guerra a Gaza, accusando il Governo di non agire e ricordando le oltre 60.000 vittime palestinesi. Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha ricordato i 14 anni dalla strage di Utøya, in Norvegia, dove un suprematista uccise 69 ragazzi giovanissimi di un campeggio politico. La seduta si era aperta con un minuto di silenzio per gli otto morti sul lavoro della settimana precedente, letti uno per uno dal Presidente.

Le leggi votate in questa seduta

Seduta precedente: n. 330 del 17/07/2025 · Seduta successiva: n. 332 del 23/07/2025

Tutte le sedute di Camera e Senato.