Seduta n. 26 della Camera dei Deputati, 22/12/2022.
Argomenti: legge di bilancio 2023, caro energia, norma sulla caccia, voto di fiducia.
La Camera discute la legge di bilancio 2023 del governo Meloni, da 35 miliardi. Emergono problemi nei conti: la seduta rinvia alla commissione le correzioni tecniche. La maggioranza vota il rinvio, l'opposizione protesta soprattutto contro una norma sulla caccia allegata al provvedimento.
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La giornata è servita quasi solo a una cosa: la legge di bilancio per il 2023 (DDL 643-bis-A), cioè la legge che stabilisce come lo Stato incasserà e spenderà i soldi nell'anno nuovo. È la prima manovra del governo guidato da Giorgia Meloni. Vale circa 35 miliardi di euro, di cui 21 destinati ad aiutare famiglie e imprese contro il caro bollette e il caro energia. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ne è soddisfatta e parla di "giustizia sociale" e attenzione alle famiglie. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) la criticano duramente: secondo loro favorisce chi guadagna di più, premia chi non paga le tasse e taglia fondi a sanità, scuola e ai più poveri.
In questa seduta la legge di bilancio non è stata ancora approvata in via definitiva. È successa una cosa insolita: gli uffici tecnici dello Stato (la Ragioneria generale) hanno segnalato che diverse parti della manovra non avevano abbastanza soldi per essere coperte. Per questo l'aula ha deciso di rimandare il testo alla commissione competente, in modo da correggere quegli errori. L'aula ha votato due proposte di rinvio. La prima, presentata dalla Sinistra, chiedeva di togliere anche una norma sulla caccia: è stata respinta (per 71 voti di scarto). La seconda, della maggioranza, limitata alle sole correzioni sui conti, è stata approvata (per 155 voti di scarto). A fine giornata il governo ha legato l'approvazione dell'articolo principale a un voto di fiducia, cioè un voto in cui chi dice sì conferma di sostenere il governo. Quel voto di fiducia, però, è stato spostato al giorno dopo, venerdì 23 dicembre.
La seduta è stata lunghissima e tesa, con molte interruzioni in attesa che arrivassero i conti dagli uffici tecnici. Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di aver gestito male e in fretta una manovra enorme, con oltre cento articoli aggiunti all'ultimo momento. Il punto più contestato è stato una norma sulla caccia, infilata nella legge di bilancio, che amplia la possibilità di abbattere animali selvatici anche in aree protette o vicino alle città: la Sinistra l'ha definita incostituzionale e in contrasto con le regole europee. C'è stato anche uno scontro acceso, non sulla manovra, ma sugli stipendi dei parlamentari: un deputato di Italia Viva ha attaccato duramente i Cinque Stelle per un comunicato sul tema. Al momento del voto di fiducia, i deputati delle opposizioni hanno occupato lo spazio davanti ai banchi del governo per protesta.
L'aula ha commemorato l'ex deputato Alberto Asor Rosa, scomparso da poco. Sono state inoltre comunicate alcune novità di routine: la nomina di sette nuovi viceministri da parte della presidente del Consiglio e l'arrivo dal Senato di un altro provvedimento sull'energia e i conti pubblici, da esaminare in seguito.
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