Seduta n. 182 della Camera dei Deputati, 23/10/2023.
Argomenti: inquinamento urbano, violenza domestica, incentivi alle imprese.
La seduta ha visto il dibattito su tre proposte principali: il decreto Aria per rinviare il blocco dei diesel Euro 5 nelle città del Nord, un pacchetto di misure contro la violenza sulle donne con pene più severe e braccialetti elettronici, e una legge per semplificare gli aiuti pubblici alle imprese. Nessun voto è stato ancora effettuato.
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Era un lunedì di soli dibattiti: i deputati hanno presentato le loro posizioni su tre proposte, ma non hanno ancora votato nulla (le votazioni erano rinviate ai giorni successivi). Il primo tema era il cosiddetto "decreto Aria", una legge che rimanda di un anno il blocco delle auto diesel più vecchie (le Euro 5) nelle città del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), dove l'aria è tra le più inquinate d'Europa (decreto legge 121/2023, A.C. 1492). Il secondo tema era un pacchetto di nuove regole proposte dal Governo per contrastare la violenza sulle donne e quella tra le mura di casa (DDL 1294-A). Il terzo era una legge che incarica il Governo di mettere ordine nei circa 2.000 aiuti pubblici alle imprese, oggi sparsi e difficili da ottenere (DDL 1406).
Nulla è ancora diventato legge in questa giornata: si è trattato solo di discussioni preliminari, e alla fine di ciascun dibattito l'esame è stato rinviato. Sul decreto Aria, la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e alleati) difende il rinvio del blocco delle auto diesel come una scelta per non mettere in difficoltà famiglie e imprese. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) lo giudicano un rinvio che non risolve l'inquinamento e ricordano che persino le quattro regioni interessate, in gran parte di centrodestra, avevano scritto una lettera contraria. Sulle altre due proposte (violenza sulle donne e aiuti alle imprese) c'è un accordo più ampio tra le forze politiche, anche se le opposizioni in commissione si erano astenute, cioè non avevano votato né a favore né contro.
Il dibattito più intenso e condiviso è stato quello sulla violenza contro le donne. Maggioranza e opposizione hanno usato gli stessi dati drammatici: nel 2023 in Italia si contava una donna uccisa ogni pochi giorni. Quasi tutti i gruppi hanno detto di voler arrivare a un voto unanime. Le novità principali della proposta sono pene più severe, l'uso più ampio del braccialetto elettronico, l'arresto anche grazie a foto e video, e un anticipo di denaro per le vittime o i loro familiari. Le opposizioni hanno però criticato un punto: la legge non stanzia soldi nuovi e, secondo loro, manca l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, considerata fondamentale per prevenire. La seduta è stata anche l'occasione per salutare una scolaresca della scuola "Anna Frank" di Valtopina, in Umbria, presente in tribuna.
Discutendo della legge sugli aiuti alle imprese, una deputata del Partito Democratico ha allargato il discorso a grandi dossier industriali del momento (l'ex Ilva, la TIM e la compagnia aerea ITA), accusando il Governo di non avere una chiara idea di politica industriale. Il sottosegretario alle Imprese ha replicato annunciando, per le settimane successive, anche una riforma del Fondo di garanzia che aiuta le piccole e medie imprese a ottenere prestiti dalle banche. È stato infine ricordato che il giorno dopo, il 24 ottobre, l'aula avrebbe esaminato e votato alcune obiezioni preliminari (le "questioni pregiudiziali") presentate contro il decreto Aria, cioè richieste di bloccarne l'esame prima ancora di entrare nel merito.
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