Seduta n. 237 della Camera dei Deputati, 31/01/2024.
Argomenti: Superbonus 110%, ristrutturazioni edilizie, crediti bloccati, premio maestri cucina, Commissione COVID.
La Camera ha approvato la chiusura del Superbonus al 110% su richiesta del governo di centrodestra, mentre le opposizioni contestano il blocco dei crediti per migliaia di famiglie. Approvata anche una legge per un premio ai maestri della cucina italiana e discussa la Commissione d'inchiesta sul COVID.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il tema principale è stata la chiusura definitiva del Superbonus, lo sconto fiscale al 110% per ristrutturare casa nato durante la pandemia (il decreto convertito in legge, DDL 1630). Il governo di centrodestra ha deciso di porvi fine, sostenendo che è costato troppo (si parla di oltre 140 miliardi di euro e di 12 miliardi di frodi). Le opposizioni hanno contestato la misura: dicono che il governo lascia migliaia di famiglie e imprese con i lavori a metà e i crediti bloccati. La Camera ha anche discusso una legge che istituisce un premio statale per i grandi cuochi italiani (DDL 1419-A) e ha affrontato, nel pomeriggio, il tema della Commissione che dovrà indagare sulla gestione del COVID.
Il decreto sul Superbonus è diventato legge: lo hanno votato a favore i partiti di centrodestra (140 sì, 92 no, 15 astenuti). Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) hanno votato no, mentre Italia Viva e Azione si sono astenute. È diventata legge anche la proposta sul premio ai maestri della cucina italiana (147 sì, 91 no), nonostante il PD la giudicasse poco utile (parlavano di «medaglia di cartone» da 2.000 euro). Sui documenti europei l'Aula ha approvato solo il testo della maggioranza (risoluzione 6-00071) e bocciato quelli di PD (6-00069) e Cinque Stelle (6-00070). Infine la Camera ha respinto i tentativi delle opposizioni di bloccare la nascita della Commissione d'inchiesta sul COVID (PDL 384-446-459-B): la Commissione potrà quindi proseguire il suo cammino.
Nell'ora delle domande al governo (il «question time»), il tema più sentito è stata la possibile vendita di una parte di Poste italiane. Tre gruppi di opposizione hanno chiesto chiarimenti, ricordando che Poste ha 120.000 dipendenti e uffici anche nei piccoli paesi. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (Lega), ha risposto che lo Stato manterrà comunque il controllo e che non si tratta di una «svendita». Le opposizioni hanno mostrato in Aula un vecchio manifesto in cui Giorgia Meloni, prima di diventare presidente del Consiglio, si diceva contraria proprio a privatizzare Poste. Acceso anche il momento sul caso del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi: un deputato dei Cinque Stelle ha protestato perché il voto sulla mozione che lo riguarda è stato rinviato, e il presidente di turno lo ha richiamato all'ordine.
Sempre nelle domande al governo, il ministro dell'Interno ha risposto sulle lunghe attese per ottenere il passaporto, sul diritto di voto per chi studia o lavora lontano da casa in vista delle elezioni europee, sulle baby gang nelle città e sul caso del centro sociale Askatasuna di Torino. Nel dibattito sulla Commissione COVID lo scontro è stato netto: le opposizioni accusano la maggioranza di voler indagare solo sui governi precedenti, escludendo le Regioni; la maggioranza replica che vuole solo «cercare la verità» sulla gestione della pandemia. A fine giornata sono stati ricordati l'aggressione a un sindacalista nel distretto tessile di Prato e l'anniversario della morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, con la proposta di una giornata contro la violenza negli stadi.
Seduta precedente: n. 236 del 30/01/2024 · Seduta successiva: n. 238 del 05/02/2024