Camera, seduta n. 406 del 9 gennaio 2025: separazione carriere magistrati, riforma costituzionale

Seduta n. 406 della Camera dei Deputati, 09/01/2025.

Argomenti: separazione carriere magistrati, riforma costituzionale, pubblico ministero e giudice, parità donne magistratura, licenziamenti Metro.

La Camera ha discusso la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, respingendo sette emendamenti dell'opposizione. Il dibattito si è focalizzato sul metodo "blindato" della riforma e sulla parità di genere negli organi magistrati.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Camera - seduta del 9 gennaio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è stata quasi tutta dedicata a una grande riforma della giustizia voluta dal Governo di centrodestra: la cosiddetta "separazione delle carriere" dei magistrati (DDL costituzionale 1917). Oggi un magistrato può passare, nel corso della carriera, dal ruolo di pubblico ministero (chi indaga e accusa) a quello di giudice (chi decide), e viceversa. La riforma vuole rendere queste due figure due percorsi separati, con due organi di governo distinti al posto dell'unico Consiglio superiore della magistratura (l'organo che decide su nomine, trasferimenti e sanzioni dei magistrati). Poiché si tratta di una modifica alla Costituzione, serve un percorso parlamentare lungo e con più passaggi: questo era solo il primo.

Cosa hanno deciso

In pratica, oggi non è stato deciso nulla di definitivo: la riforma deve ancora fare molta strada. La Camera ha bocciato, una dopo l'altra, sette proposte di modifica presentate dalle opposizioni, tutte respinte con il voto della maggioranza di centrodestra. Il testo del Governo è rimasto intatto. Verso le 13,30 la seduta è stata sospesa, su richiesta di Italia Viva e con il consenso del relatore, per dare tempo a un confronto sulla parità tra uomini e donne nei nuovi organi della magistratura. Le tabelle con i numeri esatti dei voti non compaiono nel resoconto, quindi non vengono riportate.

Momenti notevoli

Il tema più acceso è stato il metodo. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra), insieme ad Azione e Italia Viva, hanno accusato il Governo di aver presentato un testo "blindato", cioè impossibile da modificare, dopo che il Ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva detto pubblicamente che la riforma non si tocca. Hanno sostenuto che cambiare la Costituzione senza ascoltare nessuno snatura il ruolo del Parlamento. La maggioranza ha risposto quasi solo con il deputato Enrico Costa (Forza Italia), che ha difeso la riforma puntando sui troppi processi che finiscono con un'assoluzione e sui danni alla vita delle persone indagate. Curiosamente, una parte dell'opposizione (Azione, Italia Viva e +Europa) è favorevole all'idea della separazione delle carriere, pur criticando il modo in cui il Governo la sta portando avanti.

Altri temi toccati durante la giornata

Molto spazio è andato alla richiesta, avanzata da diverse deputate, di garantire un equilibrio tra donne e uomini nei nuovi organi della magistratura: oggi le donne sono la maggioranza dei magistrati, ma restano minoranza ai vertici. La maggioranza ha respinto anche questa modifica, rinviando il tema a una legge ordinaria futura. A fine seduta un deputato di Alleanza Verdi e Sinistra ha sollevato il caso dei 65 licenziamenti annunciati dall'azienda Metro Italia nella sede di Pozzuoli, chiedendo l'intervento del Governo. La Camera ha inoltre commemorato due ex deputati scomparsi, Aristide Gunnella e Paolo Vitelli.

Tutte le votazioni della seduta

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