Senato, seduta n. 317 del 18 giugno 2025: separazione delle carriere magistrature

Seduta n. 317 del Senato della Repubblica, 18/06/2025.

Argomenti: separazione delle carriere magistrature, riforma costituzionale, precariato scuola, questioni pregiudiziali.

Il Senato ha avviato la discussione sulla riforma costituzionale della giustizia del Governo Meloni che separa le carriere di magistrati e pubblici ministeri. Le opposizioni hanno presentato ricorsi per fermare il dibattito, respinti con votazione unica. La maggioranza ha presentato poche voci mentre l'opposizione ha sviluppato un dibattito acceso con oltre cinquanta interventi.

Sintesi AI della seduta

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Senato, seduta del 18 giugno 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

I senatori hanno iniziato a discutere la grande riforma costituzionale della giustizia voluta dal Governo Meloni, che divide i magistrati in due gruppi separati: chi indaga (i pubblici ministeri, in pratica gli "accusatori") e chi giudica i processi. La riforma cambia sette articoli della Costituzione, crea due Consigli superiori della magistratura distinti (cioè due "consigli direttivi" della categoria, uno per i giudici e uno per gli accusatori) e una nuova "Alta Corte" che si occupa di punire i magistrati che sbagliano. La proposta del Governo (DDL costituzionale S.1353, già approvata dalla Camera, e una proposta gemella della Lega, S.504) era arrivata in Aula in modo molto contestato: la commissione di merito non era riuscita a finire l'esame e il testo è stato discusso senza nemmeno un relatore che lo presentasse, cosa mai successa prima per una riforma costituzionale.

Cosa hanno deciso

Le opposizioni avevano presentato tre richieste formali di non iniziare neppure la discussione, dicendo che la riforma viola principi base della Costituzione (queste richieste si chiamano "questioni pregiudiziali", in pratica un "fermiamoci subito"). Il Senato le ha respinte tutte e tre con un'unica votazione elettronica, e così la discussione è ufficialmente partita. I numeri precisi del voto non sono stati letti in Aula, ma sono finiti negli atti scritti della seduta. Sul merito della riforma non è stato deciso nulla in questa giornata: ci sono ancora gli emendamenti da votare e poi tutto il percorso costituzionale, che richiede quattro letture totali tra Camera e Senato e probabilmente un referendum confermativo finale (cioè una votazione popolare di approvazione o bocciatura).

Momenti notevoli

Il clima è stato molto teso. Quasi tutti gli interventi sono arrivati dall'opposizione (più di cinquanta), mentre la maggioranza di centrodestra ha fatto parlare solo quattro senatori, riempiendo poco i banchi: una scelta criticata anche con un "flash mob" dei parlamentari del Partito Democratico per farsi notare. I senatori del centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Sinistra) hanno detto che la riforma serve a indebolire la magistratura per renderla controllabile dal Governo, citando frasi del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. La maggioranza (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega) ha risposto che la riforma completa il "giusto processo" voluto dalla Costituzione, e ha citato Giovanni Falcone come sostenitore storico della separazione delle carriere, scatenando la reazione delle opposizioni che hanno definito improprio l'uso di quelle parole. Italia Viva ha votato con la maggioranza sulle pregiudiziali (perché favorevole all'idea di separare le carriere) ma ha criticato duramente il metodo, l'inemendabilità del testo e il sorteggio per scegliere i membri dei nuovi Consigli; il senatore Pier Ferdinando Casini (PD) si è invece astenuto in dissenso dal proprio gruppo.

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta, la senatrice Cecilia D'Elia (PD) ha ricordato Alessandra Casilli, un'insegnante precaria di 54 anni morta in un incidente stradale tornando dalla prova orale di un concorso fatto in un'altra regione. Lo ha fatto per denunciare le condizioni del precariato nella scuola pubblica e per chiedere una risposta del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara alla lettera aperta dei colleghi della docente. È stato inoltre annunciato che la prossima seduta del 23 giugno tratterà anche la riforma del reclutamento dei docenti universitari.

Tutte le votazioni della seduta

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