Seduta n. 301 della Camera dei Deputati, 29/05/2024.
Argomenti: Patto di stabilità, autonomia regionale, protezione minori online.
La Camera ha approvato nuove regole europee sui conti pubblici mentre respinge le mozioni dell'opposizione. È stata approvata una legge che riduce la responsabilità dei sindaci revisori, respinta l'accelerazione della tutela minori sui social e confermata la riforma sull'autonomia delle Regioni.
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Il tema centrale della giornata sono state le nuove regole europee sui conti pubblici, il cosiddetto Patto di stabilità (le regole che fissano quanto debito e quanto deficit, cioè quanto in più rispetto alle entrate, può avere ogni Paese). La Camera ha discusso sei richieste di indirizzo al Governo presentate dai diversi partiti (le mozioni 1-00279, 1-00286, 1-00288, 1-00289, 1-00290 e 1-00292). Le opposizioni di centrosinistra (Cinque Stelle, Partito Democratico, Sinistra, Azione e Italia Viva) accusano il Governo di aver accettato un accordo svantaggioso, mentre la maggioranza di centrodestra difende il lavoro del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Si è poi parlato di una legge sulle responsabilità dei revisori delle aziende e della contestata riforma sull'autonomia delle Regioni.
La Camera ha approvato in via definitiva una legge che riduce la responsabilità economica dei sindaci delle società, cioè i professionisti che controllano i conti delle aziende (proposta di legge 1276): d'ora in poi, se sbagliano senza intenzione, rispondono solo fino a un tetto legato al loro compenso. Sulle regole europee, è passata solo la mozione della maggioranza (1-00288), mentre sono state respinte tutte quelle delle opposizioni. È stata bocciata anche la richiesta dei Cinque Stelle di accelerare una legge sulla tutela dei minori sui social (proposta di legge 1771). Infine sono state respinte le obiezioni delle opposizioni contro la riforma dell'autonomia differenziata delle Regioni (disegno di legge 1665), che potrà quindi proseguire il suo cammino dall'11 giugno.
Il dibattito sui conti pubblici è stato molto acceso: il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte ha parlato di un «cappio al collo» messo all'Italia, mentre la maggioranza ha replicato attribuendo i problemi al superbonus edilizio degli anni scorsi. Lo scontro più duro ha riguardato l'autonomia delle Regioni: le opposizioni denunciano che spezzerebbe l'unità del Paese e che la legge è stata forzata in commissione, mentre centrodestra ribatte che si limita ad attuare la Costituzione. Nel pomeriggio alcuni deputati dei Cinque Stelle hanno mostrato cartelli e magliette con la scritta «Pace» protestando contro l'invio di armi all'Ucraina, e un deputato è stato richiamato all'ordine per essersi avvicinato ai banchi del Governo.
Nel question-time del pomeriggio i ministri hanno risposto su vari fronti. Sul terremoto e il bradisismo nei Campi Flegrei (vicino Napoli) le opposizioni hanno chiesto la presenza del ministro Nello Musumeci e aiuti per le famiglie sfollate. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha difeso la segretezza sulle armi inviate all'Ucraina, spiegando che segue le regole fissate dal Governo precedente. Si è discusso anche dei tagli ai comuni legati ai fondi del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea), del restauro di monumenti a Salerno, della cannabis leggera, del piano industriale «Transizione 5.0» e di episodi di antisemitismo nelle università.
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