Seduta n. 300 della Camera dei Deputati, 28/05/2024.
Argomenti: conflitto di interessi, delega governativa, Gaza e Palestina, strage di Brescia.
La Camera ha approvato una legge sul conflitto di interessi delegando al Governo la stesura delle regole entro 24 mesi. L'aula ha anche affrontato questioni sulla guerra a Gaza, il PNRR e la commemorazione della strage di Brescia.
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Il tema centrale della giornata è stata una legge sul "conflitto di interessi", cioè le regole che dovrebbero impedire a chi governa di usare il proprio ruolo pubblico per favorire i propri affari privati. La proposta era nata dal MoVimento 5 Stelle, primo firmatario l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte (PdL 304). Durante il lavoro in commissione, però, la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) ha cambiato l'impianto della proposta. Invece di scrivere subito le nuove regole, il Parlamento ha dato al Governo 24 mesi di tempo per farlo al posto suo (una "delega"). In apertura di seduta i deputati hanno anche risposto a due domande al Governo: una sul miele e la concorrenza sleale dalla Cina, una sui ritardi degli asili nido finanziati dai fondi europei del PNRR (il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea dopo la pandemia).
La Camera ha approvato in via definitiva la legge nella sua nuova versione: 133 voti favorevoli e 84 contrari. La maggioranza di centrodestra ha votato a favore; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) hanno votato contro, mentre Italia Viva e Azione si sono astenute. In pratica la legge non fissa subito le regole: incarica il Governo di scriverle entro due anni. Prima del voto finale, l'aula ha respinto tutte le modifiche proposte dalle opposizioni, che volevano riportare la legge alla versione originale più severa. Le opposizioni hanno definito questa scelta un modo per rinviare il problema; la maggioranza ha replicato che la delega permette di scrivere regole tecnicamente migliori e che il Parlamento avrà comunque l'ultima parola.
La seduta è stata molto tesa. Giuseppe Conte ha ritirato la propria firma dalla legge per protesta, scatenando un acceso scambio con i deputati di Fratelli d'Italia sul superbonus edilizio. Più volte la presidente di turno ha dovuto interrompere i lavori per le proteste. Un deputato della Lega ha accusato genericamente l'opposizione di ricevere fondi dal finanziere George Soros, provocando dure reazioni; a fine seduta i Cinque Stelle hanno risposto chiedendo alla Lega che fine abbiano fatto i 49 milioni di euro al centro di una nota vicenda giudiziaria del partito. In mattinata la Camera aveva ricordato in modo solenne le 8 vittime della strage di piazza della Loggia a Brescia, avvenuta cinquant'anni prima; le opposizioni hanno protestato per l'assenza di esponenti del Governo durante la commemorazione.
Diversi gruppi di opposizione hanno chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani vengano in aula a riferire con urgenza sulla guerra a Gaza, dopo i bombardamenti israeliani sulla città di Rafah che avevano colpito un campo profughi causando decine di morti civili. Hanno chiesto un cessate il fuoco e che l'Italia riconosca lo Stato di Palestina, come avevano appena fatto Spagna, Irlanda e Norvegia. Negli interventi finali sono stati segnalati anche un caso di cani avvelenati in provincia di Salerno e un nuovo sequestro dei beni di alcuni imprenditori condannati per disastro ambientale nella cosiddetta Terra dei fuochi, in Campania.
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