Seduta n. 297 del Senato della Repubblica, 23/04/2025.
Argomenti: decreto bollette, bonus energetico, conti pubblici, debito pubblico.
Il Senato ha approvato il decreto bollette con fiducia, stanziando 3 miliardi per aiutare famiglie e imprese con bonus e tutela della prima casa. Nel pomeriggio discussione sui conti pubblici con crescita dimezzata e debito oltre il 137 per cento del PIL.
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Il tema principale della mattina è stato il cosiddetto "decreto bollette", una misura del Governo per aiutare famiglie e imprese a pagare le bollette di luce e gas, diventate molto care negli ultimi mesi (DDL 1463). Il provvedimento era già stato approvato dalla Camera e arrivava al Senato per il via libera definitivo. Il decreto mette circa 3 miliardi di euro: 1,6 per le famiglie e 1,4 per le imprese. Tra le misure principali ci sono un bonus da 200 euro per chi ha un reddito basso (un indicatore chiamato ISEE fino a 25.000 euro) e il divieto di pignorare la prima casa per piccoli debiti delle bollette condominiali sotto i 5.000 euro. Nel pomeriggio il Senato ha iniziato a discutere il documento con cui il Governo fotografa i conti pubblici del Paese (il Documento di finanza pubblica 2025), senza però votarlo.
Il Governo ha chiesto la fiducia sul decreto bollette. Questo vuol dire che ha messo i senatori davanti a una scelta secca: approvare il testo così com'è, senza modifiche, oppure far cadere il Governo. In pratica il Parlamento non ha potuto cambiare nulla. Il Senato ha approvato: 99 voti favorevoli, 62 contrari e 1 astenuto. Il decreto diventa quindi legge. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) hanno votato contro, criticando soprattutto il fatto che il decreto arriva tardi (la stagione fredda è già passata) e che gli aiuti sono temporanei. Sul documento dei conti pubblici, invece, il voto è stato rinviato a un'altra seduta.
La giornata era segnata dal lutto per la morte di Papa Francesco. All'inizio l'aula ha osservato un minuto di silenzio mentre veniva trasportata la salma del Pontefice, e dopo il voto la seduta è stata sospesa per permettere ai senatori di partecipare alla commemorazione alla Camera. Sul piano politico, le opposizioni hanno protestato per il metodo: il decreto è stato esaminato in commissione per appena un'ora e mezza, troppo poco per discuterlo davvero. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e altri gruppi alleati) ha difeso il provvedimento come un aiuto concreto e immediato, rivendicando anche la scelta di puntare in futuro sull'energia nucleare. Lo scontro più acceso ha riguardato il viaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni negli Stati Uniti e l'impegno a comprare più gas americano.
Nel pomeriggio il dibattito sui conti pubblici ha toccato i grandi numeri dell'economia italiana. La crescita prevista per il 2025 è stata dimezzata (dall'1,2 allo 0,6 per cento), e il Fondo monetario internazionale l'ha abbassata ancora, allo 0,4 per cento. Il debito pubblico ha superato il 137 per cento del PIL (il PIL è quello che il Paese produce in un anno: significa che lo Stato è indebitato per più di tutto quello che produciamo in dodici mesi). Si è discusso anche delle tasse sull'import americano (i dazi voluti dal presidente Trump), dell'aumento delle spese militari verso il 2 per cento del PIL e dei fondi per la sanità, che le opposizioni giudicano insufficienti. La maggioranza ha replicato rivendicando il calo del deficit, il record di occupazione e i giudizi positivi delle agenzie internazionali sull'affidabilità dell'Italia.
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