Seduta n. 334 del Senato della Repubblica, 29/07/2025.
Argomenti: decreto fiscale, finanziamenti cinema, dazi commerciali, antisemitismo, tax credit.
Approvazione del decreto fiscale e dibattiti su cinema italiano, dazi UE-USA e antisemitismo. Il Senato approva le norme fiscali mentre le opposizioni chiedono chiarimenti del governo su accordo commerciale.
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La seduta ha avuto tre temi principali. Prima il ministro della cultura Alessandro Giuli è venuto in Aula a riferire sulla situazione del cinema italiano, dopo settimane di polemiche sui finanziamenti pubblici al settore (il cosiddetto "tax credit", uno sconto fiscale che lo Stato concede a chi produce film) e dopo casi di sospette truffe finite all'attenzione della magistratura. Poi le opposizioni (Cinque Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Sinistra) hanno chiesto con insistenza che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni o il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti venissero a riferire sull'accordo appena raggiunto fra Unione Europea e Stati Uniti, che fissa al 15% i dazi americani sui prodotti europei. La maggioranza di centrodestra ha rinviato la discussione al giorno seguente, quando in commissione era già previsto un altro ministro. Infine il Senato ha approvato in via definitiva un decreto fiscale (DDL 1594) che mette a posto una serie di norme tecniche sulle tasse.
Il Senato ha approvato in modo definitivo il decreto fiscale (DDL 1594), che ora diventa legge. Il decreto contiene molte norme di manutenzione: regole più chiare sulla deducibilità delle spese di trasferta dei lavoratori, una proroga ai Comuni per fissare le aliquote dell'IMU (la tassa sulla casa), un'esenzione IMU per gli impianti sportivi dilettantistici, agevolazioni sul biodiesel, sconti fiscali per il Terzo settore (associazioni, volontariato e simili) e l'estensione del cosiddetto "ravvedimento speciale" (un modo per chi ha pagato meno tasse del dovuto di mettersi in regola pagando meno sanzioni). È stato approvato anche un ordine del giorno della Lega che impegna il Governo a difendere i fondi europei per agricoltura e pesca nella prossima programmazione di bilancio dell'Unione Europea per gli anni 2028-2034. Tutti gli altri ordini del giorno e le proposte di modifica delle opposizioni sono stati respinti o dichiarati inammissibili perché senza copertura finanziaria.
La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per dieci lavoratori morti sul lavoro nella settimana precedente. Sul cinema è stato durissimo lo scontro tra il senatore Matteo Renzi (Italia Viva) e il ministro Giuli, accusato di aver paragonato la Cinecittà del passato all'Unione Sovietica e di aver tagliato 100 milioni dal bonus cultura per i diciottenni. Sui dazi americani, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha replicato alle opposizioni dicendo che la richiesta di far venire in Aula la premier era arrivata solo da pochi minuti. Nella parte finale della seduta diversi senatori, da destra a sinistra, sono intervenuti per condannare gli episodi di antisemitismo registrati in Italia: una famiglia ebrea aggredita in un autogrill, un gruppo di bambini fatti scendere da un aereo a Lainate. Il senatore Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha indossato la kippah (il piccolo copricapo ebraico) in Aula come gesto di solidarietà.
Il senatore Pier Ferdinando Casini (Partito Democratico) ha chiesto che a settembre anche l'Italia, come hanno annunciato Francia e Regno Unito, riconosca ufficialmente lo Stato palestinese, mantenendo distinta questa scelta dal giudizio sul gruppo terroristico Hamas. La senatrice Silvia Fregolent (Italia Viva) ha denunciato gli scontri al "campeggio Alta felicità" in Val di Susa fra manifestanti no-TAV e forze dell'ordine, sostenendo che il decreto sicurezza voluto dal Governo non ha fermato questi episodi. La senatrice Sabrina Licheri (Cinque Stelle) ha invece criticato la decisione di trasferire 92 detenuti del regime di carcere duro 41-bis (quello riservato ai mafiosi) nel carcere sardo di Uta, struttura già in difficoltà. Il senatore Giuliomaria Terzi di Sant'Agata (Fratelli d'Italia) ha ricordato il dodicesimo anniversario del rapimento in Siria del gesuita italiano padre Paolo Dall'Oglio.
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