Seduta n. 51 del Senato della Repubblica, 22/03/2023.
Argomenti: equo compenso professionisti, proteste Iran, morti incidenti lavoro, accordi commerciali internazionali.
Il Senato ha approvato all'unanimità la legge sull'equo compenso per i liberi professionisti e quattro accordi internazionali. Discussioni accese su diritti delle donne in Iran e tragica situazione della sicurezza sul lavoro in Italia.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il tema principale della giornata è stata una legge molto attesa dai liberi professionisti, quella sul cosiddetto "equo compenso" (DDL 495, insieme a una proposta gemella, il DDL 182). L'obiettivo è impedire che grandi clienti come banche, assicurazioni, aziende oltre i 50 dipendenti e la pubblica amministrazione paghino avvocati e altri professionisti molto meno del dovuto. In più il Senato ha esaminato quattro accordi internazionali da approvare: due sulla protezione degli investimenti delle imprese italiane in Vietnam (DDL 453) e a Singapore (DDL 454), uno contro il doping nello sport (DDL 494) e uno per registrare più facilmente all'estero i disegni industriali italiani (DDL 541). Infine si è parlato della situazione delle donne in Iran e della sicurezza sul lavoro in Italia.
Il Senato ha approvato all'unanimità la legge sull'equo compenso, che ora torna alla Camera per l'ultimo passaggio (era stata modificata in un punto tecnico, quindi serve un'altra lettura). Tutti i partiti hanno votato a favore: la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) e le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra). Sono stati approvati anche i quattro accordi internazionali, alcuni all'unanimità. Il Senato ha poi approvato, sempre con voto di tutti i gruppi, una presa di posizione che chiede al Governo di fare pressione sull'Iran per fermare la repressione delle proteste, e la creazione di una commissione d'inchiesta del Senato che studierà perché in Italia si muore ancora così tanto sul lavoro.
La discussione sull'equo compenso ha avuto toni accesi. Le opposizioni hanno votato sì, ma hanno accusato la maggioranza di non aver voluto correggere alcuni difetti del testo, pur essendo tutti d'accordo su quali fossero. Una senatrice dei Cinque Stelle ha parlato di "sciatteria" del Governo sui temi della giustizia, e un senatore di Fratelli d'Italia ha respinto duramente l'accusa. Sugli accordi commerciali, un senatore di Italia Viva ha ricordato un vecchio messaggio in cui Giorgia Meloni definiva "una porcata" il trattato di libero scambio con il Canada, chiedendo ora al Governo di approvarlo. Il dibattito più sentito è stato però quello sull'Iran: diversi interventi hanno raccontato la morte della giovane Mahsa Amini e le proteste che ne sono seguite, con richieste al Governo di sanzionare il regime e di considerare le guardie della rivoluzione iraniane (i pasdaran) come un'organizzazione terroristica.
La commissione d'inchiesta sul lavoro nasce dai numeri drammatici degli incidenti: circa tre morti al giorno e oltre 600.000 infortuni l'anno. Più senatori, di maggioranza e opposizione, hanno parlato di una "guerra silenziosa" e hanno insistito su formazione, prevenzione e controlli, oltre che sulla lotta al lavoro nero e ai contratti irregolari. A fine seduta, in occasione della Giornata mondiale dell'acqua, una senatrice dei Cinque Stelle ha collegato la siccità degli ultimi due anni al consumo di suolo e alla cementificazione, chiedendo alla politica scelte più attente all'ambiente.
Seduta precedente: n. 50 del 21/03/2023 · Seduta successiva: n. 52 del 23/03/2023