Seduta n. 201 della Camera dei Deputati, 23/11/2023.
Argomenti: Milleproroghe, superbonus, alluvioni Toscana, Forze armate, TIM rete telefonica.
La Camera ha approvato in via definitiva il decreto Milleproroghe, che rinvia scadenze su tasse, lavoro e aiuti abitativi, e la legge sulle Forze armate con stanziamenti per militari aggiuntivi. Scontri politici sui temi del superbonus e degli aiuti alle aziende toscane alluvionate.
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La giornata è stata dedicata quasi tutta a trasformare in legge definitiva due decreti già approvati dal Senato. Il primo è il cosiddetto "Milleproroghe" (decreto Proroga termini, DDL 1551): un provvedimento che rinvia tante scadenze diverse, dalle tasse al lavoro da casa per i dipendenti fragili, dagli aiuti per comprare la prima casa fino al sistema sanitario. Il secondo è una legge sulle Forze armate (DDL 1538): dà più tempo al Governo per scrivere le regole sui sindacati dei militari e per riorganizzare l'Esercito, prevedendo tra l'altro 10.000 militari in più. Su entrambi i testi la Camera ha potuto solo dire "sì" o "no", senza modificarli: per questo le opposizioni hanno protestato dicendo che il Parlamento conta sempre meno.
Il "Milleproroghe" è stato approvato in via definitiva ed è quindi diventato legge: hanno votato a favore i partiti della maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), ha votato contro il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, mentre Azione, Italia Viva e Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra) si sono astenuti. Anche la legge sulle Forze armate è stata approvata, ma qui il consenso è stato molto più ampio: hanno votato a favore sia la maggioranza sia il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Azione, mentre Sinistra si è astenuta. Durante l'esame del "Milleproroghe" l'aula ha votato decine di ordini del giorno, cioè impegni morali chiesti al Governo: alcuni sono passati (per esempio sull'aiuto agli alluvionati toscani e sui risparmiatori truffati), molti altri presentati dalle opposizioni sono stati respinti.
Il momento più acceso ha riguardato gli aiuti alle imprese toscane colpite dall'alluvione di inizio novembre. Le opposizioni chiedevano di sospendere subito le scadenze fiscali per le aziende, i partiti di Governo replicavano che il Governo si stava già muovendo con la Regione. Dopo un lungo scontro, la Sottosegretaria Matilde Siracusano ha riscritto due volte il testo e alla fine è stato approvato all'unanimità. Forte è stato anche lo scontro sul superbonus (l'incentivo per ristrutturare casa): il Movimento 5 Stelle ha accusato la maggioranza di averlo cancellato, mentre Lega e Fratelli d'Italia lo hanno difeso, definendolo troppo costoso per lo Stato. Un deputato di Sinistra, insieme al Partito Democratico e al Movimento 5 Stelle, ha chiesto che il Governo venga in aula a spiegare il futuro dell'industria dell'auto, dopo le notizie preoccupanti sullo stabilimento Lear e sul gruppo Stellantis.
Fuori dai due decreti, alcuni deputati hanno sollevato altre questioni. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto al ministro dell'Economia Giorgetti di riferire sulla vendita della rete telefonica della TIM e dei cavi sottomarini a fondi stranieri (uno americano e uno di Abu Dhabi), temendo che lo Stato resti con una quota troppo piccola per controllare un bene importante per la sicurezza nazionale. Un deputato del Partito Democratico ha ricordato il 43° anniversario del terremoto dell'Irpinia del 1980, con quasi 3.000 morti, proponendo una commissione che faccia luce su quella ricostruzione. Infine, un deputato di Sinistra ha chiesto che gli interventi del Governo non si fermino solo al quartiere di Caivano, vicino Napoli, ma raggiungano anche le altre periferie in difficoltà della zona.
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